Frignano – Rifiuti speciali accumulati in un terreno privato, scatta il sequestro dei militari dell’Arma. È il bilancio di un’attività di controllo condotta nella mattinata odierna dai Carabinieri della Stazione di Frignano, impegnati nel contrasto agli illeciti ambientali nel territorio dell’agro aversano.
Cinque le persone denunciate in stato di libertà, ritenute coinvolte, a vario titolo, nella presunta gestione illecita dei materiali rinvenuti.
La scoperta durante i controlli
Nel corso delle verifiche, i militari hanno individuato all’interno di un appezzamento di terreno, situato nel territorio comunale di Frignano, circa cinque metri cubi di rifiuti speciali non pericolosi.
Tra i materiali presenti nell’area sono stati trovati calcinacci, residui di lavorazioni edili, metalli, plastica e legno. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, i rifiuti sarebbero stati gestiti in violazione delle disposizioni previste dalla normativa ambientale.
Cinque persone denunciate, terreno sotto sequestro
A finire all’attenzione dell’Autorità giudiziaria sono stati cinque proprietari dell’appezzamento: quattro residenti ad Arezzo e uno a Frignano. Nei loro confronti è scattata la denuncia in stato di libertà per la presunta gestione illecita di rifiuti speciali non pericolosi.
L’area interessata, estesa per circa 100 metri quadrati, è stata sottoposta a sequestro penale. Il provvedimento punta a preservare lo stato dei luoghi e a consentire lo svolgimento degli ulteriori accertamenti necessari a ricostruire la vicenda.
L’attenzione resta alta sugli illeciti ambientali
Dell’attività svolta sono state informate le competenti autorità amministrativa e giudiziaria, chiamate a procedere per gli adempimenti di rispettiva competenza.
L’operazione si inserisce nel quadro dei controlli finalizzati alla prevenzione e alla repressione degli illeciti ambientali, con l’obiettivo di tutelare il territorio e la salute pubblica.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Per tutte le persone denunciate vale il principio della presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.



