Banda dei Tir, otto indagati: furti e riciclaggio per oltre 600mila euro

Una vera e propria filiera criminale organizzata attorno ai furti di mezzi pesanti, semirimorchi e container carichi di merci. È quella ricostruita dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Alessandria, che hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Alessandria su richiesta della Procura.

Sono otto, complessivamente, le persone indagate a vario titolo per furto, ricettazione e riciclaggio in concorso. Per tre di loro sono scattate misure cautelari: due sono state condotte in carcere, mentre una

terza persona è stata sottoposta agli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico.
L’operazione è scattata nelle prime ore del mattino e ha interessato le province di Milano, Varese, Lodi, Pavia e Napoli, con il coinvolgimento dei militari dei rispettivi Comandi Provinciali.

Il colpo da 100mila euro che ha fatto scattare gli accertamenti

Le indagini sono state avviate nel giugno 2025, dopo il furto di un semirimorchio e di un container contenente pelli destinate alla lavorazione industriale, per un valore stimato di circa 100mila euro.

Il mezzo era stato sottratto mentre si trovava parcheggiato nel piazzale di un’area di servizio ad Alessandria. Da quell’episodio gli investigatori hanno progressivamente ricostruito l’attività di un gruppo che, secondo l’ipotesi investigativa, avrebbe operato con una struttura organizzata e un modus operandi collaudato.

Nel mirino sarebbero finiti soprattutto trattori stradali, semirimorchi e container contenenti merci di diversa natura, sottratti principalmente nelle province di Alessandria, Novara e Pavia.

Motrici rubate e targhe contraffatte

Uno degli elementi al centro dell’inchiesta riguarda il sistema utilizzato per portare a termine i furti. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo avrebbe impiegato motrici stradali a loro volta rubate, sulle quali venivano successivamente applicate targhe contraffatte o alterate.

In questo modo i mezzi potevano essere utilizzati per raggiungere i rimorchi lasciati in sosta e procedere al loro aggancio e alla successiva sottrazione, riducendo il rischio di essere individuati durante gli spostamenti.

Una volta portati via, i carichi avrebbero seguito un percorso prestabilito fino all’area campana, dove, secondo l’impostazione accusatoria, la merce sarebbe stata destinata al mercato illecito.
Il danno patrimoniale complessivo ricostruito dagli investigatori supera i 600mila euro.

La rotta della refurtiva verso la Campania

È proprio il trasferimento della refurtiva verso la Campania uno degli aspetti che hanno portato l’operazione a estendersi anche alla provincia di Napoli. L’attività investigativa ha infatti evidenziato collegamenti tra il territorio piemontese e le province lombarde e campane.

Gli accertamenti avrebbero consentito di delineare una catena che comprendeva il furto dei mezzi, il trasporto dei container e delle merci e la loro successiva destinazione al circuito illegale.
Un’attività che, secondo gli investigatori, non si sarebbe limitata a episodi isolati, ma avrebbe seguito modalità operative ricorrenti.

Sequestrati strumenti da scasso e denaro

Nel corso dell’operazione i carabinieri hanno inoltre sequestrato attrezzi da scasso, uno scanner multifrequenza, una microcamera a sonda e 10mila euro in contanti.
Materiale che, secondo gli investigatori, sarebbe riconducibile all’attività preparatoria e operativa del gruppo.

Due degli arrestati sono stati trasferiti nelle case circondariali di Busto Arsizio e Milano. Un terzo indagato, individuato in Romania, è stato invece sottoposto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico dopo il rientro in Italia.

L’indagine, coordinata dalla Procura di Alessandria, fotografa così un’organizzazione che avrebbe fatto dei furti di mezzi pesanti e dei carichi trasportati una vera e propria attività criminale, con una direttrice operativa capace di attraversare più regioni e di raggiungere anche il territorio campano.

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A. Carlino

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