Polizia di Stato: nuove logiche di organico, reclutamento e presenza sul territorio al centro del dibattito a Rimini

A Rimini il Siap riunisce con i vertici della Polizia per discutere parametri di organico, misure di reclutamento e investimenti in strutture e alloggi, con riferimenti a pressioni sul territorio e sfide europee.

A Rimini, al 11esimo Consiglio generale nazionale del Siap, prende corpo un disegno politico per rivedere i parametri di organico degli uffici territoriali della Polizia di Stato. Il Capo della Polizia, Vittorio Pisani, propone di sostituire l’attuale criterio basato sulla popolazione residente con parametri diversi: l’obiettivo è evitare che singoli sindaci chiedano più personale in modo automatico e, al contempo, costruire un modello di presenza sul territorio che risponda alle reali esigenze comuni.

Una proposta che potrebbe vedere in tempi rapidi l’avvio di un gruppo di lavoro con una delegazione dell’Anci per definire nuove modalità operative e di coordinamento.

L’amministrazione centrale segnala i progressi ottenuti grazie a un lavoro di riorganizzazione delle procedure, pur riconoscendo che il carico di lavoro resta elevato e che alcune risorse sono scalate a fronte di servizi al pubblico sempre più richiesti.

A livello operativo, le attività hanno registrato crescite significative: l’azione della divisione Anticrimine è passata da 25.000 a 40.000 provvedimenti con lo stesso organico, l’impegno dei uffici Passaporti, Immigrazione e della Polizia ferroviaria è aumentato, e gli interventi di controllo del territorio sono saliti da 3,6 milioni nel 2023 a 4,1 milioni, con un incremento di ammonimenti e daspo.

Un profilo di riforma che guarda anche al futuro: il disegno di legge ordinamentale sul funzionamento del corpo punta a migliorare la presenza sul territorio, aprire posti di polizia in luoghi a forte densità turistica o industriale, negli ospedali e nei centri commerciali, e a rilanciare le piccole squadre nautiche per il controllo costiero. Si lavora anche su una revisione della gestione dirigenziale, con tempi ridotti e maggiore snellezza.

Rimane centrale la questione reclutamento, tema su cui si attende una riunione a livello europeo tra i Capi delle Polizie: la partecipazione ai concorsi è rimasta bassa in alcune regioni, e il turnover è elevato. Secondo Pisani, il punto è far conoscere meglio ai giovani le molteplici funzioni della Polizia di Stato e offrire percorsi che tengano conto delle esigenze di residenza. La ricetta proposta prevede una comunicazione mirata sui benefit, una differenziazione tra tipologie di poliziotto, e la possibilità di concorsi territoriali differenziati per offrire prospettive adeguate ai contesti di impiego.

In chiusura Pisani richiama l’attenzione su formazione e alloggi: serve un piano di ristrutturazione degli alloggi collettivi, stimato attorno ai 4.000 alloggi, e l’avvio di un gruppo di lavoro dedicato all’equipaggiamento e all’addestramento del personale.

Sul versante politico, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi interviene per evidenziare che, nonostante un nuovo calo dei reati negli ultimi due anni, non bisogna mai abbassare la guardia rispetto alle aspettative dei cittadini. Lo scenario nazionale resta complesso: oltre all’andamento della criminalità, la gestione degli sbarchi e la presenza di immigrati incidono sia in termini oggettivi che percepiti. Piantedosi sostiene che la percezione di sicurezza dipende dall’efficacia delle Istituzioni e dalla capacità di rendersi presenti ed efficaci, sia sul piano interno sia in contesti di tensione mediatica quando episodi violenti emergono.

Il ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo chiude il quadro parlando di una Pa che deve essere un’opportunità professionale e non un ostacolo. Secondo lui, lo Stato si vede in un processo di assunzioni pubblico-centrico: 800.000 nuove assunzioni tra il 2023 e il 2025, concorsi pubblici abbreviati e una riduzione della durata media dei concorsi, che è passata da oltre due anni e mezzo a circa quattro mesi, e un invecchiamento dell’età media che scende da 52 a 48 anni.

Le misure di rinnovo contrattuale sono parte integrante della strategia per contenere l’inflazione e dare continuità ai servizi. La pubblica opinione osserva e valuta l’efficacia delle proposte in rapporto a come le istituzioni riusciranno a rappresentarsi e a mantenere una percezione positiva dell’impegno professionale degli operatori, soprattutto nei settori di sicurezza e difesa, dove comportamenti corretti degli agenti sono ritenuti fondamentali per l’immagine delle istituzioni.

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