Rivi a rischio e milioni ancora da utilizzare: «Castellammare non può più aspettare»

Castellammare di Stabia torna a fare i conti con la fragilità del territorio. Fango, frane, detriti e allagamenti hanno interessato nelle scorse ore diverse aree della città, dal Centro Antico alle zone portuali, fino a via Acton e alla Statale. Un quadro che riporta in primo piano la questione della manutenzione dei corsi d’acqua e della prevenzione del dissesto idrogeologico.

Sul tema intervengono i Democratici e Progressisti di Castellammare di Stabia, che in un nuovo documento rilanciano le critiche già espresse nei giorni scorsi e chiedono un cambio di passo nella gestione delle risorse destinate alla sicurezza del territorio.

I 509mila euro per la messa in sicurezza dei rivi

Uno dei punti sollevati dal gruppo politico riguarda il finanziamento regionale disposto con il Decreto numero 80 del 29 ottobre 2024. Con quel provvedimento, secondo quanto riportato nel comunicato, il Comune di Castellammare di Stabia è stato individuato come soggetto attuatore per interventi di messa in sicurezza di cinque rivi: Sciuscelle al Cognulo, Piazza Grande, Foiano, Faro e San Pietro, con uno stanziamento complessivo di 509mila euro.

Si tratta, sottolineano i Democratici e Progressisti, proprio di alcuni dei corsi d’acqua interessati dagli ultimi episodi di maltempo, con il trasporto verso valle di fango, materiale legnoso, rifiuti e altri detriti.

Da qui la domanda posta nel documento: perché, a fronte della disponibilità delle risorse, non si sarebbe arrivati prima a interventi di manutenzione e pulizia?

«Quasi due anni senza interventi risolutivi»

Secondo la ricostruzione contenuta nel comunicato, a distanza di quasi due anni dallo stanziamento non sarebbero ancora stati realizzati interventi risolutivi sui rivi interessati.

I Democratici e Progressisti evidenziano inoltre che nel febbraio 2026 sarebbe stata richiesta un’anticipazione sul finanziamento, con l’ottenimento di 40mila euro.

Una vicenda che, nella lettura del gruppo politico, rappresenterebbe soltanto uno dei tasselli di una situazione più ampia caratterizzata da risorse già individuate ma non ancora trasformate in opere concrete.

Nel mirino anche i finanziamenti del 2012

Il documento guarda anche a finanziamenti risalenti a diversi anni fa. Al centro della contestazione ci sono i 10 milioni di euro stanziati nel 2012, che secondo i Democratici e Progressisti non sarebbero stati ancora pienamente tradotti negli interventi attesi.

A queste somme il gruppo aggiunge altre risorse indicate come ferme o non utilizzate, tra cui 15 milioni di euro destinati a Savorito e 35 milioni assegnati per il Porto e Fincantieri.

Numeri che, secondo i promotori dell’iniziativa, delineerebbero una questione che va oltre la sola emergenza legata al maltempo: la capacità della città di trasformare i finanziamenti disponibili in opere effettivamente realizzate.

Il nodo del programma PRIUS

Nel comunicato viene sollevato anche il tema del Programma PRIUS, rispetto al quale i Democratici e Progressisti parlano di risorse potenziali comprese, considerando anche le eventuali premialità, tra 23 e 26 milioni di euro.

Anche in questo caso la richiesta è quella di fare chiarezza sui tempi, sulle procedure e sulle possibilità concrete di utilizzare le risorse a disposizione.

Il timore espresso dal gruppo è che ulteriori ritardi possano tradursi nella perdita di opportunità per la città, soprattutto in materia di sicurezza del territorio, infrastrutture e sviluppo.

«Serve un Accordo per Castellammare»

Di fronte a questo scenario, i Democratici e Progressisti chiedono al Presidente della Regione Campania di assumere direttamente l’iniziativa per costruire un «Accordo per Castellammare», coinvolgendo istituzioni, forze sociali, economiche e politiche.

L’obiettivo indicato è quello di coordinare le risorse disponibili, sbloccare gli interventi ancora fermi e individuare un percorso operativo capace di accelerare la realizzazione delle opere.

Una richiesta che arriva mentre la città torna a interrogarsi sulla vulnerabilità di alcune aree in occasione degli eventi meteorologici più intensi.

«Non possiamo aspettare il 2028»

Il messaggio politico finale è netto: secondo i Democratici e Progressisti, la sicurezza del territorio non può essere legata ai tempi della prossima competizione elettorale.

«Non possiamo aspettare il voto del 2028», sostengono, chiedendo che la questione venga affrontata subito e separata dalle dinamiche delle future campagne elettorali.

La priorità indicata è quella della sicurezza dei cittadini, della manutenzione del territorio e della capacità di trasformare i finanziamenti disponibili in interventi concreti.

Per Castellammare, dunque, il tema posto dal gruppo non riguarda soltanto la gestione dell’emergenza dopo gli ultimi episodi di maltempo, ma investe anche la programmazione degli interventi e l’utilizzo delle risorse già individuate. Una partita nella quale tempi amministrativi, prevenzione e capacità di spesa diventano elementi decisivi per ridurre la vulnerabilità del territorio.

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Pubblicato da
Federica Annunziata

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