Rifiuti speciali e discarica abusiva di Eternit: cinque denunciati tra Casapulla e Grazzanise

Doppio colpo all’illegalità ambientale nel Casertano. I Carabinieri delle Stazioni di San Prisco e Grazzanise hanno denunciato a piede libero cinque persone nell’ambito di una serie di controlli mirati alla prevenzione e al contrasto dei reati ambientali. L’operazione ha portato al sequestro di un veicolo carico di spazzatura speciale e all’apposizione dei sigilli su un’area adibita a discarica abusiva a cielo aperto.

Casapulla: il furgone fantasma pieno di RAEE

Il primo intervento si è svolto in piazza Falcone e Borsellino a Casapulla. Qui i militari della Stazione di San Prisco hanno fermato per un controllo un furgone Piaggio Poker con a bordo due uomini di San Marcellino, un ventenne — titolare di una ditta individuale di commercio all’ingrosso di rottami — e un 38enne.

Nel cassone del veicolo i Carabinieri hanno scoperto un ingente carico di rifiuti elettrici ed elettronici (RAEE): elettrodomestici dismessi come lavatrici, caldaie, computer e forni a microonde, oltre a vario materiale metallico. Dai riscontri è emerso che il trasporto avveniva in totale assenza delle autorizzazioni previste dalla legge. Per i due è scattata la denuncia per gestione non autorizzata di rifiuti, mentre il mezzo e il carico sono stati sequestrati e affidati a una depositeria giudiziaria.

Grazzanise: 150 metri cubi di veleni e amianto nei campi

Ben più grave lo scenario scoperto a Grazzanise. I Carabinieri della locale Stazione hanno apposto i sigilli a un fondo rustico di circa 1.915 metri quadrati situato in una frazione del comune. Tre le persone denunciate — residenti tra Grazzanise, San Cipriano d’Aversa e Caserta, di 46, 88 e 83 anni — individuate come comproprietarie del terreno.

Sull’area i militari hanno accertato la presenza di circa 150 metri cubi di rifiuti speciali e pericolosi accumulati in modo incontrollato: calcinacci da demolizione edili e soprattutto numerose lastre di Eternit, noto materiale contenente amianto. I veleni giacevano sul terreno privo di qualsiasi impermeabilizzazione, in parte interrati e direttamente esposti alle intemperie con il rischio di contaminazione del suolo. L’intera area è stata sequestrata e data in custodia giudiziaria a uno degli indagati.

I fascicoli sono ora al vaglio della Magistratura per accertare le singole responsabilità penali nelle sedi opportune.

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Gustavo Gentile

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