Benevento– «Ad oggi, sulla vicenda dell’incendio di Airola, siamo ancora fermi e le imprese agricole non hanno certezze né sui tempi né sulle modalità con cui si potrà tornare alla normalità. È una situazione che non possiamo più accettare».
A denunciarlo è Gennarino Masiello, presidente di Coldiretti Benevento, che esprime forte preoccupazione per l’assenza di un confronto strutturato con le imprese e le organizzazioni agricole del territorio.
L’incendio, divampato il 31 agosto nell’area industriale di Airola, ha coinvolto un deposito di rifiuti e ha interessato, con la dispersione dei fumi, diversi territori tra Sannio, Valle Caudina e Irpinia. Dopo il rientro della fase emergenziale, sono proseguiti i monitoraggi sulle colture e sulle produzioni agricole.
«Qualche settimana fa – sottolinea Masiello – si era parlato anche della possibilità di prevedere ristori per le aziende colpite, ma ad oggi non abbiamo avuto alcuna interlocuzione per capire quali possano essere i meccanismi, quali siano le procedure e soprattutto come verranno valutati i danni subiti dalle imprese».
«Agricoltori costretti a rincorrere le informazioni»
Secondo Coldiretti, le imprese agricole stanno affrontando una situazione di forte incertezza, tra produzioni ferme, raccolti a rischio e difficoltà nella commercializzazione dei prodotti. Il superamento della fase più critica dell’emergenza ambientale, infatti, non ha risolto automaticamente i problemi economici delle aziende.
«Non è possibile – aggiunge il presidente di Coldiretti Benevento – che le organizzazioni agricole e le imprese siano costrette ad apprendere notizie da comunicazioni sporadiche o da interlocuzioni occasionali con i diversi soggetti istituzionali coinvolti».
Da qui la richiesta di istituire un tavolo di coordinamento permanente, con la partecipazione delle istituzioni, degli enti competenti e delle rappresentanze del mondo agricolo.
«Serve un tavolo nel quale siano presenti anche le organizzazioni agricole – prosegue Masiello – per avere informazioni certe, aggiornamenti tempestivi e poter dare risposte concrete alle nostre imprese».
La richiesta di ristori
Coldiretti chiede inoltre chiarezza sugli esiti dei monitoraggi, sui tempi delle analisi e sugli eventuali strumenti di sostegno economico. Nei giorni scorsi la Regione aveva annunciato la prosecuzione dei controlli sulle produzioni agricole, compresi uva, pomodori e castagne, e la predisposizione di possibili aiuti calibrati sulle esigenze delle aziende.
«Gli agricoltori stanno pagando un prezzo pesante per questa situazione, con produzioni ferme e raccolti che rischiano di andare perduti», afferma Masiello.
«Chiediamo quindi che il confronto venga avviato immediatamente e che si faccia finalmente chiarezza sui tempi, sugli esiti delle attività in corso e sugli eventuali strumenti di ristoro. Le nostre imprese hanno bisogno di risposte, non di doverle rincorrere».



