Napoli – Il futuro delle pedane installate sul lungomare di Napoli in occasione della regata preliminare della 38esima America’s Cup entra nel dibattito sul rapporto tra la città e il suo mare.
A rilanciare la proposta di mantenere le strutture, almeno per alcuni mesi dell’anno, è il presidente della Regione Campania Roberto Fico, che si è detto favorevole alla possibilità di trasformare un allestimento nato per un grande evento internazionale in una soluzione stabile, seppure temporanea e stagionale, per consentire ai cittadini di raggiungere il mare in condizioni di maggiore sicurezza.
«La città di Napoli deve garantire alle persone un accesso al mare gratuito e sicuro», ha dichiarato Fico a margine delle celebrazioni per le Quattro Giornate.
«Restituire il mare alla città»
Il ragionamento del presidente della Regione parte da una considerazione più ampia: Napoli, città affacciata sul Golfo, dovrebbe poter offrire ai propri cittadini la possibilità di vivere il mare non soltanto come elemento del paesaggio, ma anche come spazio pubblico accessibile.
Le pedane realizzate sul lungomare, secondo Fico, potrebbero dunque essere mantenute e utilizzate durante la stagione balneare, garantendo un accesso temporaneo all’acqua anche nelle zone caratterizzate dalla presenza degli scogli.
«Le pedane sul lungomare, così belle e importanti, possono garantire un accesso temporaneo per alcuni mesi all’anno per consentire un bagno in sicurezza», ha spiegato.
Una prospettiva che, nelle intenzioni espresse da Fico, potrebbe contribuire anche a superare una delle contraddizioni storiche della città: quella di avere il mare a pochi passi dal centro urbano ma non sempre facilmente accessibile ai cittadini.
«Se noi restituiamo il mare alla città, chiudiamo anche definitivamente questa storia che il mare non bagna Napoli», ha aggiunto.
Dalla Rotonda Diaz a Castel dell’Ovo
L’ipotesi avanzata dal presidente della Regione non riguarda soltanto il mantenimento delle strutture già utilizzate durante l’evento sportivo.
Fico immagina un vero e proprio sistema di piattaforme lungo uno dei tratti più rappresentativi del waterfront cittadino, dalla Rotonda Diaz fino a Castel dell’Ovo, alternando le pedane agli spazi degli scogli.
L’obiettivo sarebbe quello di creare punti di accesso al mare distribuiti lungo il tratto costiero, evitando al tempo stesso una trasformazione continua e uniforme della linea di costa.
Il progetto, tuttavia, dovrebbe confrontarsi con vincoli paesaggistici, ambientali e urbanistici. Per questo Fico ha sottolineato la necessità di aprire un confronto con le istituzioni competenti.
Il confronto con Soprintendenza e ministero
Il passaggio decisivo, secondo il presidente della Regione, sarà il dialogo con la Soprintendenza e il ministero, necessario per verificare la fattibilità di strutture che possano rimanere installate per alcuni mesi ogni anno.
«Serve un dialogo serrato e costruttivo con la Soprintendenza e il ministero», ha sottolineato Fico, indicando nella collaborazione istituzionale la strada per arrivare a una soluzione condivisa.
La questione non riguarda quindi soltanto la possibilità tecnica di mantenere le pedane, ma anche la loro compatibilità con la tutela del paesaggio e con la disciplina del tratto costiero interessato. Sicurezza in mare, l’ipotesi delle boe
Altro punto centrale è quello della sicurezza.
L’eventuale apertura di nuovi punti di accesso al mare dovrebbe infatti essere accompagnata da un sistema di controllo e protezione dei bagnanti. Fico ha ipotizzato l’installazione di boe a una distanza compresa tra 7 e 10 metri dagli scogli, così da delimitare una fascia di sicurezza e impedire alle imbarcazioni di avvicinarsi eccessivamente alla costa.
«Va garantita una vigilanza per la sicurezza», ha spiegato il presidente della Regione, indicando anche la disponibilità dell’ente regionale a mettere in campo risorse economiche.
Un tema che diventerebbe particolarmente rilevante durante i mesi estivi, quando aumenta il numero di persone che utilizzano il tratto di costa cittadino e, contemporaneamente, cresce il traffico di imbarcazioni nel Golfo.
Dalle strutture dell’America’s Cup a un nuovo rapporto con il mare
La proposta apre così una riflessione che va oltre l’eredità materiale dell’America’s Cup.
Le strutture installate per accogliere l’evento potrebbero diventare, almeno nelle intenzioni espresse da Fico, l’occasione per ripensare l’accessibilità della costa napoletana, trasformando infrastrutture temporanee in strumenti destinati alla fruizione pubblica stagionale.
Restano da definire tempi, modalità, costi, autorizzazioni e competenze. Ma il tema è ormai sul tavolo: come utilizzare il waterfront dopo l’evento e come rendere il mare realmente accessibile ai napoletani, garantendo contemporaneamente sicurezza, tutela paesaggistica e rispetto dei vincoli esistenti.
Dettagli pratici sul progetto delle pedane a Napoli
Ecco alcuni aspetti chiave da considerare riguardo alla proposta di mantenere le pedane sul lungomare di Napoli.
- Accesso al mare: Le pedane potrebbero garantire un accesso temporaneo al mare, specialmente in aree con scogli.
- Sicurezza: È prevista l'installazione di boe per delimitare una fascia di sicurezza per i bagnanti.
- Dialogo istituzionale: Necessario un confronto con la Soprintendenza e il ministero per valutare la fattibilità delle strutture.
- Obiettivo: Creare punti di accesso distribuiti lungo il waterfront, migliorando l'accessibilità al mare.
- Risorse economiche: L'ente regionale è disponibile a investire risorse per garantire la sicurezza e la manutenzione delle strutture.



