

Nell’immagine, un riferimento ai fatti narrati.
Dopo la grave segnalazione arrivata da Scafati, dove in via Francesco Budi e nelle aree limitrofe i residenti hanno denunciato la presenza di schiuma bianca e miasmi insopportabili, il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli ha raggiunto Sarno per un sopralluogo lungo il corso d’acqua.
Con lui gli esponenti di Europa Verde Aniello Fasolino e Antonio Borrelli, impegnati nel censimento e nella mappatura degli scarichi presenti lungo il fiume Sarno.
Secondo quanto riferito dai presenti, durante le verifiche sarebbe emerso un netto cambiamento dell’aspetto dell’acqua: il fiume, limpido nei pressi delle sorgenti, diventerebbe progressivamente torbido e melmoso in corrispondenza di alcuni scarichi.
Nel corso del monitoraggio sarebbe stata individuata anche un’azienda che utilizza regolarmente il proprio impianto di depurazione. In quel punto, l’acqua non risulterebbe contaminata e lo scarico sarebbe stato segnalato in modo chiaro.
Un comportamento considerato virtuoso, perché dimostrerebbe la possibilità di svolgere attività produttive nel rispetto dell’ambiente. Allo stesso tempo, però, la presenza di un solo scarico ufficialmente tracciato renderebbe necessario, secondo i promotori del sopralluogo, ampliare e rendere sistematici i controlli su tutte le altre immissioni.
La preoccupazione cresce in vista dell’avvio della lavorazione stagionale dei pomodori. In questo periodo, secondo la denuncia di Borrelli e degli esponenti di Europa Verde, potrebbe aumentare il rischio di sversamenti abusivi da parte di aziende che scelgono di non attivare gli impianti di depurazione per ridurre i costi.
«Da oltre cinquant’anni i cittadini denunciano l’inquinamento del fiume Sarno – sottolineano i promotori dell’iniziativa – ma le denunce concrete e gli interventi risolutivi sono ancora troppo pochi».
Al momento, stando a quanto emerso durante il sopralluogo, soltanto uno scarico risulterebbe ufficialmente mappato e riconducibile con certezza all’azienda di provenienza. Tutti gli altri condotti dovranno essere sottoposti, secondo Borrelli, a una verifica immediata ed esaustiva.
«È inaccettabile che nel 2026 si debba assistere ancora a questo scempio ambientale – dichiara il deputato –. Mentre ci sono realtà industriali che lavorano correttamente attivando i depuratori, c’è ancora chi utilizza il fiume Sarno come una discarica a cielo aperto».
Borrelli chiede quindi all’Arpac e alle forze dell’ordine di avviare «verifiche a tappeto su tutti i condotti e su tutte le aziende conserviere dell’Agro Nocerino-Sarnese». E conclude: «Tolleranza zero per chi avvelena la salute dei cittadini e devasta il territorio».
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