

Il carcere di Secondigliano
Napoli – Quattro ore di buio pesto, isolamento tecnologico e una tensione palpabile che ha rischiato di trasformare una notte d’estate in una trappola per la sicurezza. È lo scenario da incubo vissuto all’interno della Casa Circondariale di Napoli Secondigliano, dove un blackout totale ha paralizzato l’intero complesso penitenziario dalle 23:50 alle 3:51.
Un lasso di tempo lunghissimo in cui i sistemi di sicurezza ordinari sono venuti meno, esponendo il personale di Polizia Penitenziaria a rischi operativi elevatissimi nella gestione della popolazione detenuta.
Proprio nel cuore dell’emergenza, la scintilla della protesta si è accesa in una delle sezioni detentive dell’istituto. Un episodio di forte tensione che avrebbe potuto degenerare rapidamente in disordini su vasta scala se non fosse stato per l’intervento immediato del personale in servizio.
Gli agenti di Polizia Penitenziaria, facendo leva su una straordinaria prontezza operativa e su un forte senso del dovere, sono riusciti a contenere la situazione attraverso un’efficace opera di de-escalation. Un intervento strategico e pacificatore che ha scongiurato conseguenze drammatiche per l’ordine e la sicurezza del carcere.
“Vogliamo esprimere il nostro più vivo apprezzamento a tutto il personale impiegato durante questa grave emergenza,” dichiara Vincenzo Palmieri, segretario regionale dell’OSAPP (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria).
Il sindacato ha rivolto un plauso particolare al Comandante del Reparto, il Dott. Gianluca Colella, il quale, nonostante una cronica e gravissima carenza di risorse umane a disposizione, ha coordinato e supportato costantemente le operazioni sul campo, rivelandosi decisivo per il mantenimento dell’ordine.
“Ancora una volta,” sottolinea l’OSAPP, “l’elevato spirito di servizio, la competenza e il senso di responsabilità delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria hanno dovuto sopperire alle persistenti carenze organizzative e strutturali che continuano a piagare i nostri istituti.”
La gestione eroica dell’emergenza non cancella però la gravità dell’accaduto. Il sindacato chiede ora risposte chiare e immediate all’Amministrazione Penitenziaria attraverso una serie di richieste formali:
Accertamento immediato delle cause: Individuare i motivi tecnici che hanno determinato un blackout così prolungato.
Verifica dei sistemi di sicurezza: Controllare l’efficienza dei generatori d’emergenza e dei protocolli di sicurezza previsti per questo tipo di criticità.
Riconoscimento formale: Assegnare un encomio solenne al personale e ai coordinatori intervenuti nella notte, il cui operato ha evitato il peggio.
“La tutela degli operatori costituisce il presupposto imprescindibile per il funzionamento dell’intero sistema penitenziario,” conclude Palmieri. L’OSAPP ha già annunciato che continuerà a vigilare con estrema attenzione affinché vengano ripristinate e garantite adeguate condizioni di sicurezza per il personale e per l’intera struttura di Secondigliano.
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