Napoli – Si è rinnovato oggi, puntuale come un dovere civile, l’omaggio della città di Napoli alla memoria di Antonio Ammaturo, dirigente della Squadra Mobile, e dell’agente scelto Pasquale Paola, barbaramente uccisi il 15 luglio 1982 in piazza Nicola Amore. A 44 anni da quel tragico agguato, la giornata della memoria si è aperta con la cerimonia di deposizione delle corone d’alloro sul luogo dell’eccidio, alla presenza di autorità civili e militari, rappresentanti delle forze dell’ordine e cittadini.
Un momento di forte commozione, che ha riportando al centro dell’attenzione il valore della legalità e il sacrificio quotidiano, spesso silenzioso, di chi opera nel contrasto alla criminalità organizzata. Dopo la cerimonia in piazza, le celebrazioni sono proseguite nel Teatro di Corte di Palazzo Reale, in piazza del Plebiscito, con la XVII edizione del “Premio Ammaturo – Legalità Città di Napoli”.
Ad aprire i lavori, i saluti istituzionali del questore di Napoli, Maurizio Agricola, seguiti da un dibattito moderato dal giornalista de La Repubblica Dario Del Porto. Al centro dell’incontro, il tema del passaggio di testimone alle nuove generazioni, come ha sottolineato l’assessore alla Legalità del Comune di Napoli, Antonio De Iesu: «Il dottor Ammaturo era un uomo straordinario e un dirigente di Polizia di altissimo livello.
Ricordare il sacrificio di Antonio Ammaturo e Pasquale Paola non è un mero esercizio di retorica, ma un dovere morale. Ammaturo è stato un esempio di coraggio, lungimiranza investigativa e rigore etico. Oggi, a 44 anni da quel drammatico giorno, il nostro compito come istituzioni è far sì che quell’esempio continui a vivere nelle azioni quotidiane. Per fare questo dobbiamo partire dai giovani, parlando ai ragazzi dei quartieri più difficili, offrendo loro alternative reali alla strada e percorsi di legalità concreta».





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