Castel Volturno – Un bilancio allarmante arriva dal litorale domizio: dall’inizio delle attività di raccolta e monitoraggio condotte dall’Associazione Domizia, sono stati raccolti esattamente 10.324 accendini in cinque anni, solo in una parte delle spiagge di Castel Volturno e Pozzuoli. La maggior parte di questi rifiuti è stata trovata soprattutto presso la foce dei Regi Lagni e a seguire lungo la foce del fiume Volturno e il canale di Cuma.
Questi dati emergono dall’inventario effettuato lo scorso 23 maggio con l’aiuto degli scout dell’Agesci Campania, che hanno catalogato gli accendini per colore, riscontrando una netta prevalenza di quelli azzurri. Un dettaglio significativo, considerato che nelle tre aree monitorate vige da anni il divieto assoluto di balneazione, e in particolare la spiaggia dei Regi Lagni è chiusa al pubblico per attività di cantiere.
Questo indica chiaramente che i rifiuti non sono abbandonati direttamente sulle spiagge, ma provengono da scarichi urbani lontani. Gli accendini, gettati in modo irregolare nelle città anche a decine di chilometri dall’entroterra, finiscono nelle caditoie stradali, passano nelle reti fognarie e vengono trasportati dai Regi Lagni fino al mare, trasformando il canale in una vera e propria “autostrada dei rifiuti” verso il litorale domitiano.
Secondo Vincenzo Ammaliato, presidente dell’Associazione Domizia, nonostante le azioni investigative e repressive contro le ecomafie abbiano quasi azzerato queste attività illegali da oltre dieci anni, l’inquinamento persiste. “In cinque anni abbiamo raccolto migliaia di rifiuti di ogni tipo, che avrebbero dovuto essere smaltiti correttamente o differenziati, non abbandonati in spiaggia o in mare”, ha dichiarato Ammaliato.
L’iniziativa di Domizia non si limita alla raccolta, ma fa parte del progetto di sensibilizzazione ambientale “Museo del Danno”, sostenuto dalla Fondazione Mario Diana, che mira a educare la popolazione sul corretto smaltimento dei rifiuti e sulla tutela della flora e fauna costiera.









Ho letto l’articolo e mi pare una descrizione utile ma anche preoccupante, i numeri son troppo alti,forse per la zona o per la mancata rete di smaltimentoo. Gli accendini arrivano dalle caditoie,passano pe le fogn,e poi al mare;i volontari han raccolto migliaaia pero’ senza altre miseure non cambiera molto,ci vuole piu eduacazionee e controlli.