Napoli – Un terremoto politico-amministrativo si abbatte sulle Municipalità di Napoli. Con una mossa repentina e senza precedenti recenti, il sindaco Gaetano Manfredi ha firmato i decreti di revoca per tutti e dieci i direttori di circoscrizione.
Una vera e propria “tabula rasa” che colpisce dirigenti nominati in tempi diversi: alcuni in carica dal 2024, altri dal 2025, e c’è persino chi non ha fatto in tempo a completare i primi quattro mesi di mandato.
La versione di Palazzo San Giacomo
Sulla carta, il provvedimento viene presentato come una normale operazione di riorganizzazione. Nella delibera ufficiale si legge infatti che la raffica di revoche serve a
«procedere all’avvicendamento al fine di migliorare l’efficienza organizzativa, ottimizzare la gestione delle risorse e valorizzare le competenze professionali».
Una formula standard che però, tradotta dal burocratese, rischia di suonare come una bocciatura indistinta e ingenerosa per l’intera squadra di dirigenti.
Il retroscena: lo “scudo” contro la Corte dei Conti
Dietro la facciata della riorganizzazione si nasconderebbe però una realtà ben diversa e decisamente più spinosa. Secondo indiscrezioni concordanti provenienti da fonti interne all’amministrazione, i direttori revocati erano pronti a compiere un passo formale esplosivo: inviare una lettera a tutti i consiglieri municipali per richiedere, in via cautelativa, la restituzione dei gettoni di presenza incassati a partire dal 2016.
La mossa dei dirigenti nasce dal timore di essere trascinati nell’indagine della Guardia di Finanza, coordinata dalla Procura della Corte dei Conti, che da tempo accende i fari proprio sulla legittimità di quei gettoni. Chiedendo indietro le somme, i direttori puntavano essenzialmente a “coprirsi le spalle” da eventuali contestazioni di danno erariale.
Il calcolo politico a un anno dal voto
Il vero nodo, tuttavia, è l’effetto domino politico che questa richiesta avrebbe scatenato. Se i dirigenti avessero proceduto, si sarebbero aperti inevitabili contenziosi legali tra il Comune e i singoli consiglieri. Carteggi giudiziari alla mano, l’esistenza di una lite pendente con l’amministrazione avrebbe reso i consiglieri non candidabili alle prossime elezioni comunali, ormai distanti solo un anno.
A confermare questa lettura è Daniele Quatrano, consigliere della Municipalità Vomero-Arenella:
«Il problema è che i ricorsi dei consiglieri avrebbero aperto contenziosi con l’amministrazione, rendendo la controparte del Comune incandidabile. Tutto questo a un anno dalle elezioni. Evidentemente il sindaco ha scelto di sacrificare i dirigenti pur di non perdere il sostegno dei consiglieri di maggioranza e dei loro bacini elettorali in vista delle prossime amministrative».
Al momento Palazzo San Giacomo mantiene il massimo riserbo sul caso, ma il siluramento in blocco dei tecnici riapre violentemente il dibattito sulla gestione delle Municipalità e sul delicato equilibrio tra rigore burocratico e consenso elettorale.




Mi pare una mossa frettolosa e senza troppa trasparenza, qesta revoca in blocco lascia piu dubbi ke risposte. Il sindaco han firmato deceri senza spiegazion chiare, i direttori erano pronti a chiedere i gettoni indietro x coprirsi ma ora sembra solo un vuoto amministratvo e confusione generale.