

Eliana Brunetti
Napoli – Prima del blitz delle forze dell’ordine, i volti della coppia erano già finiti su TikTok con l’accusa di omicidio. Il movente dietro l’esecuzione del trentaduenne Alessandro Grivano non è legato ai clan, ma a una vendetta per un presunto tradimento.
Una sentenza di morte eseguita in mezzo alla folla, a cavallo tra dinamiche criminali e un implacabile movente passionale. Prima ancora che le forze dell’ordine stringessero il cerchio attorno a loro, i loro volti erano già diventati virali su TikTok: una foto di coppia accompagnata dalla dicitura «questa è la coppia di assassini». La pressione, mediatica e investigativa, è diventata insostenibile a tal punto da spingere Eliana Brunetti, trentenne legata a una delle famiglie più calde della camorra cittadina, a varcare la soglia della Questura di via Medina mettendo fine a una fuga durata pochi giorni.
La tragedia si è consumata all’una di notte di domenica scorsa a Porta Capuana, nel cuore della movida estiva della Ferrovia. Alessandro Grivano, 33 anni, era in sella al proprio scooter quando è stato affiancato da un altro ciclomotore.
In sella c’erano un uomo e una donna. Il killer ha estratto una pistola calibro 7,65 ed ha esploso due colpi a bruciapelo: uno ha centrato in pieno il torace del trentatreenne, rendendo inutile la corsa disperata verso il pronto soccorso dell’ospedale Pellegrini.
Secondo la ricostruzione degli uomini della sezione Omicidi della Squadra Mobile, guidati dal primo dirigente Mario Grassia, la presenza di Eliana Brunetti sul sellino posteriore non è stata affatto passiva. La donna, come riportano Il Mattino e Il Roma in edicola, ha osservato a distanza ravvicinata tutta la scena.
Nonostante le modalità dell’agguato ricalchino i classici schemi delle esecuzioni di camorra, i fari della Procura – coordinati dal pm Stella Castaldo – hanno quasi subito escluso le logiche del “sistema”. A far crollare il muro di omertà della piazza sono state le indagini sui legami personali della vittima.
Dietro i colpi di pistola ci sarebbe uno sgarro sentimentale insanabile, un presunto tradimento che avrebbe spinto Ernesto Maddaloni, compagno della Brunetti e presunto esecutore materiale dell’omicidio, a consumare la propria vendetta di sangue.
Maddaloni è attualmente ricercato e su di lui pende un decreto di fermo per omicidio volontario.
La vicenda assume una rilevanza ancora più scura per via del background familiare di Eliana Brunetti. La donna è infatti la sorella di Manuel e Nicolas Brunetti, nomi di peso della famigerata “paranza dei bambini” che anni fa insanguinò le strade di Forcella e del Mercato nella faida contro il cartello Buonerba-Mazzarella.
Durante l’udienza di convalida davanti al gip Gabriella Ambrosino, assistita dall’avvocato Giuseppe Ricciulli, la trentenne ha ammesso le proprie responsabilità: «Ero io la donna dietro al motorino», confermando la natura passionale del raid. Il giudice ha disposto per lei la custodia cautelare in carcere.
Mentre la polizia stringe la morsa per catturare il latitante, nel quartiere della vittima il dolore si è già trasformato in rito: dopo un funerale scortato da palloncini e applausi, nel vicolo in cui abitava Alessandro Grivano sono già comparsi un altarino e uno striscione per ricordarlo.
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