Dopo-sisma del 2017

Casamicciola rinasce dal cuore: ecco la nuova Piazza Maio

Inaugurato il primo progetto di rigenerazione urbana post-calamità. Spazio alla memoria per le due vittime del terremoto
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Casamicciola – Era l’epicentro del dolore, il simbolo di una terra che trema. Oggi Piazza Maio si prepara a voltare pagina, riconsegnando alla comunità di Casamicciola un volto completamente nuovo.

A nove anni dal terremoto del 21 agosto 2017, che proprio in quest’area raggiunse la sua massima violenza, sabato sera verrà inaugurato il nuovo spazio urbano: un intervento di profonda rigenerazione che segna simbolicamente l’avvio della ricostruzione post-calamità sull’isola d’Ischia.

La nuova piazza sorge sulle ceneri di un quartiere martoriato due volte dalla storia: prima dal devastante sisma del 1883 e, in tempi recenti, dalla scossa che causò due vittime, decine di edifici lesionati e centinaia di sfollati, decretando di fatto lo spopolamento della zona. Per fare spazio al progetto, è stato necessario procedere alla demolizione di una quindicina di unità abitative ormai dichiarate inagibili.

Quello di Piazza Maio non è solo un cantiere concluso, ma un vero e proprio progetto pilota. Per l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giosi Ferrandino, si tratta del primo intervento organico di rifunzionalizzazione urbana del post-sisma: un nuovo polo destinato all’aggregazione sociale, che dovrà fungere da apripista per la rinascita di altre aree del comune segnate dalle calamità.

“Finalmente vediamo ridisegnata e restituita alla comunità un’area così importante del nostro territorio, pur in una veste diversa rispetto al passato – ha dichiarato il primo cittadino –. Questo luogo tornerà a vivere, ad essere un punto di riferimento e una risorsa. Il nostro auspicio è che l’avanzamento della ricostruzione possa favorire anche il ripopolamento della zona”.

La cerimonia di inaugurazione, però, non sarà solo festa. Nel corso della serata ci sarà un momento di profonda commozione dedicato alla memoria di Lina Balestrieri e Marilena Romanini, le due vittime del sisma del 2017, strappate alla vita proprio tra le mura delle abitazioni che sorgevano attorno a questa piazza. Un ricordo necessario, perché la rinascita affondi le proprie radici nel rispetto di chi non c’è più.

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