Napoli, presunto truffatore del rione Sanità scarcerato a Firenze

Firenze – Revocati gli arresti domiciliari per C.R., 30enne originario del Rione Sanità di Napoli, coinvolto in un procedimento penale davanti alla magistratura fiorentina per il reato di truffa aggravata. Il Tribunale distrettuale del Riesame di Firenze ha accolto l’appello presentato dalla difesa e ha sostituito la misura con l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.

La decisione è stata assunta all’esito dell’udienza del 21 agosto 2026 e modifica in maniera significativa il quadro cautelare. Il giovane è assistito dall’avvocato Ciro Pilato del Foro di Napoli, che aveva impugnato il provvedimento con cui il Gip del Tribunale di Firenze aveva respinto la richiesta di revoca o sostituzione degli arresti domiciliari.

Dall’obbligo di dimora al carcere

La vicenda cautelare risale al febbraio 2025, quando a C.R. era stato imposto l’obbligo di dimora nel Comune di Napoli, accompagnato dal divieto di uscire nelle ore notturne.

Nel febbraio 2026, a seguito di una contestata violazione delle prescrizioni, la misura era stata aggravata con la custodia cautelare in carcere. Successivamente, un precedente intervento del Tribunale del Riesame aveva disposto la sostituzione della detenzione in carcere con gli arresti domiciliari.

La difesa ha quindi chiesto una nuova valutazione della posizione, sottolineando il lungo periodo di osservanza delle prescrizioni, la natura isolata dell’episodio contestato e il comportamento successivamente mantenuto dall’indagato.

Il tempo trascorso e il rischio di reiterazione

Tra gli elementi valorizzati dal Collegio c’è il significativo lasso di tempo trascorso dai fatti posti alla base delle esigenze cautelari.

Secondo il Riesame, il pericolo di reiterazione deve essere valutato sulla base di elementi concreti e attuali e non può essere fondato esclusivamente su circostanze ormai risalenti. Una valutazione che ha contribuito a ridimensionare le esigenze cautelari precedentemente individuate.

L’episodio del 4 gennaio

Particolare attenzione è stata riservata anche all’episodio del 4 gennaio 2026, quando l’uscita dall’abitazione sottoposta a controllo sarebbe avvenuta circa venti minuti prima dell’orario autorizzato.

La difesa ha sostenuto che si fosse trattato di un episodio isolato, maturato dopo quasi un anno di rigoroso rispetto delle prescrizioni, e non indicativo di una volontà persistente di sottrarsi ai controlli dell’autorità giudiziaria.

Il Tribunale ha evidenziato che, prima di quell’episodio, il giovane aveva rispettato integralmente le prescrizioni imposte e che, successivamente, non risultano ulteriori violazioni.

Due figli e prospettive di reinserimento

Nel valutare la nuova misura, il Collegio ha preso in considerazione anche le condizioni personali e familiari di C.R., tra cui la presenza di due figli minori e la concreta prospettiva di un reinserimento lavorativo.

Elementi che, secondo la valutazione del Tribunale, rappresentano segnali di progressiva stabilizzazione della situazione personale e di riduzione dell’attuale pericolosità.

Una misura meno afflittiva

L’accoglimento dell’appello non comporta la revoca di ogni forma di cautela. Il Riesame ha infatti ritenuto ancora necessario mantenere un controllo giudiziario sull’indagato, individuando però nell’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria una misura adeguata e proporzionata alle esigenze residue.

C.R. potrà quindi beneficiare di una maggiore libertà di movimento rispetto alla permanenza domiciliare, restando comunque sottoposto a un preciso obbligo di controllo.

La decisione segna, dunque, un’ulteriore rimodulazione del quadro cautelare: dalla custodia in carcere agli arresti domiciliari e, ora, a una misura meno restrittiva, ritenuta dal Tribunale sufficiente a garantire le esigenze del procedimento nel rispetto del principio di proporzionalità.

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Pubblicato da
Rosaria Federico

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