

Gaetano Tufo o' cammello
Marano – Cala definitivamente il sipario sulla vicenda giudiziaria a carico di Gaetano Tufo, noto con l’alias di “o’ Cammello”. La Corte d’Appello ha confermato la sentenza di primo grado, scagionando l’uomo dalle pesanti accuse di associazione a delinquere finalizzata alla gestione illecita del settore delle scommesse e dei giochi elettronici.
Il verdetto di secondo grado blinda la decisione già assunta dal Tribunale, che aveva mandato assolto Tufo nonostante una pesante richiesta di condanna da parte del pubblico ministero, pari a quattro anni e otto mesi di reclusione. Contro quel primo verdetto era insorta la Procura di Napoli Nord, impugnando la sentenza nel tentativo di ribaltare l’esito in secondo grado.
I magistrati della Corte d’Appello hanno però respinto l’appello della pubblica accusa, accogliendo integralmente le tesi dei legali della difesa, gli avvocati Luca Gili e Antonio Cavallo. Il collegio difensivo è riuscito a dimostrare l’infondatezza degli elementi probatori su cui si reggeva l’impianto accusatorio, spingendo i giudici a confermare la formula assolutoria per l’ipotesi associativa e rendendo, nei fatti, irrevocabile il verdetto favorevole a Tufo.
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