Non è stata una passeggiata di salute, e Max Allegri lo dice chiaramente senza troppi fronzoli nell’immediato post-partita ai microfoni della tv. L’avvio di campionato, come da tradizione ad agosto, porta con sé tossine, carichi di lavoro ancora da smaltire e quella dose di curiosità mista a inevitabile ruggine.
Per mezz’ora buona il Genoa di De Rossi ha spinto sul pedale dell’acceleratore, mettendo a dura prova le uscite palla al piede degli azzurri, colpevoli di qualche errore tecnico di troppo in fase di impostazione.
L’asso nella manica e la legge del campione
A spaccare l’equilibrio ci ha pensato chi, di mestiere, disegna traiettorie dove gli altri vedono solo un muro di maglie avversarie: Kevin De Bruyne. La giocata del fuoriclasse belga ha fatto spianare la strada al Napoli e sciogliere i muscoli dei compagni.
Allegri ne elogia la classe cristallina, definendolo un giocatore di un’altra categoria, capace di inventare dal nulla colpi decisivi. Una perla in un match ordinato ma non ancora fluido, dove la squadra ha dovuto fare le cose con calma, gestendo i ritmi invece di cercare la giocata affrettata.
Sostituzioni, condizione e testa alla Champions
Tra una battuta velata sul contatto polemizzato dalla panchina genovese — liquido con il classico stile ironico — e un’analisi schietta sul momento della squadra, il mister azzurro traccia la rotta. Con un mese e mezzo di lavoro alle spalle, la conoscenza della rosa è ancora un cantiere aperto e la brillantezza fisica arriverà solo tra un paio di settimane, giusto in tempo per l’inizio dei gironi europei. Per ora bastano l’ordine, la solidità difensiva e tre punti d’oro presi al debutto per iniziare la corsa col piede giusto.



