Il 4 settembre è fissato l’interrogatorio in procura per un agente della polizia penitenziaria coinvolto in un episodio di spari al pronto soccorso di Prato, avvenuto il 16 agosto scorso. L’agente, originario di Airola in provincia di Benevento, è indagato per tentato omicidio dopo aver esploso tre colpi di pistola per bloccare la fuga di un giovane di 22 anni, di nazionalità marocchina, arrestato per aver lanciato droga oltre i cancelli del carcere della Dogaia. Uno dei proiettili ha ferito il ragazzo a una gamba.
Gli inquirenti hanno raccolto testimonianze di medici, infermieri e presenti nella sala d’attesa, oltre ad acquisire i filmati di sorveglianza interni al pronto soccorso e nell’area antistante dove arrivano le ambulanze. Le immagini mostrano il giovane, nonostante fosse ammanettato, mentre impugnava e scaricava un estintore durante la fuga.
L’agente si presenterà davanti al procuratore Luca Tescaroli assistito dai legali Vittorio Luigi Fucci e Giuseppe Vittorio Fucci per fornire la propria versione dei fatti. La difesa sostiene la presenza di una causa di giustificazione, sottolineando che l’agente ha agito per bloccare il detenuto in fuga, un intervento che ritiene legittimo.
Sul caso è intervenuta anche la Federazione Ciisa penitenziari, che ha chiesto di valutare la dinamica degli eventi tenendo conto sia delle registrazioni video sia della percezione dell’agente, chiamato a decidere in pochi istanti. Il segretario generale Romeo Chierchia ha inoltre sollevato dubbi sull’applicazione del Modello 45-bis, il Registro delle annotazioni preliminari previsto dalla recente normativa, chiedendo chiarezza sulle procedure adottate.
La federazione ha ribadito che la richiesta non mira a ottenere privilegi o impunità, ma a garantire regole chiare e tutele per gli agenti che operano nell’esercizio delle loro funzioni. La procura continua le indagini per accertare le responsabilità, mentre resta alta l’attenzione sulle modalità dell’intervento e sulle condizioni in cui si è svolto.



