Cronaca Napoli

Case abusive a Napoli, patto tra Procura e Comune: 800 edifici possono essere demoliti subito

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Vincenzo Scarpa
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Una corsia più veloce per abbattere gli edifici abusivi e ripristinare la legalità sul territorio. Procura della Repubblica e Comune di Napoli uniscono le forze con un protocollo d’intesa che punta ad accelerare le demolizioni dei manufatti illegali e a tutelare il patrimonio storico, paesaggistico e ambientale della città.

L’accordo, della durata di tre anni, è stato firmato a Palazzo San Giacomo dal procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, Nicola Gratteri, e dal sindaco Gaetano Manfredi.

Il protocollo disciplina la collaborazione operativa tra la V Sezione-Ufficio Demolizioni della Procura e il Servizio Antiabusivismo del Comune per dare esecuzione alle sentenze penali definitive inserite nel Registro Esecuzione Sanzioni Amministrative.

L’obiettivo è sbloccare e velocizzare gli abbattimenti legati a condanne passate in giudicato, alcuni dei quali rimasti in sospeso dal 2009. Una parte degli abusi riguarda zone di particolare valore storico e paesaggistico, compreso il centro storico di Napoli tutelato dall’Unesco.

Il Comune avrà il compito di effettuare controlli tecnici e sopralluoghi, seguire le procedure necessarie per ottenere i finanziamenti e recuperare le spese sostenute direttamente dai cittadini condannati. L’Amministrazione comunale dispone attualmente di 4,5 milioni di euro in bilancio destinati specificamente alle demolizioni.

«La firma di questo protocollo d’intesa con la Procura della Repubblica rappresenta un passo decisivo e concreto per la difesa del nostro territorio e per l’affermazione della legalità a Napoli», ha dichiarato il sindaco Gaetano Manfredi.

«Grazie a questa sinergia operativa e all’utilizzo di criteri di raggruppamento logistico e geolocalizzazione, riusciremo a rendere la macchina delle demolizioni molto più rapida, efficiente ed economica».

Il primo cittadino ha ribadito anche la necessità di tutelare il patrimonio culturale e il centro storico, assicurando contemporaneamente il sostegno dei servizi sociali nei casi caratterizzati da situazioni di fragilità.

Numeri e priorità dell’operazione sono stati illustrati dal procuratore Nicola Gratteri. «Prima che mi insediassi a Napoli venivano effettuate 71 demolizioni l’anno, ora siamo arrivati a 181. Ci siamo concentrati prima sui Campi Flegrei e Ischia», ha spiegato il procuratore.

Gratteri ha chiarito anche il criterio seguito nella scelta degli immobili da abbattere. «Prima demoliamo le case di chi ha precedenti penali. Non ci concentriamo sulla costruzione abusiva dell’abbaino. A quello arriveremo, ma c’è un percorso ragionato: prima parliamo di costruzioni di tre o quattro piani totalmente abusive».

Il protocollo potrebbe imprimere una forte accelerazione agli interventi già pronti per essere eseguiti. «Ci sono circa 800 case che si possono demolire a partire da domani», ha affermato Gratteri, sottolineando però la necessità di affrontare il problema dei costi.

La Procura dispone di una white list di imprese autorizzate a effettuare gli interventi, mentre sarà possibile utilizzare anche risorse regionali. Il Comune potrà successivamente rivalersi economicamente sui responsabili degli abusi. «È importante chiarire che non si tratta di una discrezionalità, ma di un atto dovuto», ha precisato il procuratore.

Prima dell’intervento delle ruspe, sarà comunque favorito il confronto con i proprietari per consentire loro di procedere autonomamente agli abbattimenti, riducendo così i costi. Una strategia che, secondo i dati forniti da Gratteri, ha già prodotto risultati significativi. «Procedendo in questo modo, abbiamo riscontrato finora almeno il 30 per cento di demolizioni spontanee».

«Anche questo è un messaggio di legalità, per dimostrare che questa Amministrazione non ha nulla a che fare con camorristi e faccendieri. Se rispettiamo tutti la legalità ne guadagna l’immagine della città e la qualità della vita di tutti», ha concluso Gratteri.

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