Quarto – C’è un filo invisibile, ma robusto, che lega le piazze di spaccio dell’area flegrea ai centri di produzione e stoccaggio dell’hinterland a nord di Napoli. Un canale di rifornimento finito da mesi nel mirino dei Carabinieri della Compagnia di Pozzuoli e della Tenenza di Quarto, protagonisti di un’articolata controffensiva al narcotraffico locale.
La ragnatela investigativa dell’Arma ha iniziato a stringersi lo scorso 25 marzo a Marano di Napoli.
È qui, in un’area boschiva nei pressi di via Casalanno, che i militari hanno fatto la scoperta che ha dato una svolta alle indagini: un fusto di plastica ermetico, completamente interrato. All’interno, un vero e proprio supermarket della droga: un chilo di marijuana, uno di cocaina, 59 grammi di crack e quasi quattro chili di hashish.
Proprio i panetti di hashish hanno rivelato un dettaglio fondamentale: tutti erano marchiati con l’immagine di un cavallo. Un richiamo alla storica passione maranese per i purosangue, utilizzato dai clan come un vero e proprio “marchio di fabbrica” per garantire la qualità dello stupefacente “Made in Marano”.
Dal giorno di quel ritrovamento, la pressione dei Carabinieri sul territorio di Quarto non si è mai allentata, traducendosi in una raffica di arresti. L’ultimo in ordine di tempo è scattato appena due giorni fa, quando le manette sono ai polsi del 47enne Passaretti, sorpreso in attività di spaccio. Prima di lui era toccato a Luca Di Bonito, 32 anni, trovato in possesso di oltre mezzo chilo di marijuana.
Accanto ai canali di distribuzione, i controlli stanno portando alla luce una domanda di stupefacenti che non accenna a calare, soprattutto tra i più giovani. Sono infatti decine i ragazzi segnalati alla Prefettura nelle ultime settimane, in particolare durante la movida del weekend, perché trovati in possesso di dosi per uso personale.
Una battaglia complessa, che i Carabinieri continuano a combattere sul doppio binario del controllo del territorio e dell’intelligence. Dietro la manovalanza dei pusher – spesso incensurati o piccoli pregiudicati attratti dai guadagni facili per sbarcare il lunario – i militari sanno che si nasconde la regia della criminalità organizzata, pronta a sfruttare le fragilità sociali per alimentare i propri flussi finanziari.





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