

Il luogo della sparatoria
Napoli – Una discussione per vecchi rancori che degenera, la richiesta di “rinforzi” ai rispettivi genitori e, infine, il piombo. C’è una dinamica assurda, quasi cinematografica nella sua brutalità, dietro il triplice ferimento avvenuto nella tarda serata di ieri a San Giovanni a Teduccio, nella periferia est di Napoli. Quello che inizialmente sembrava un generico avvertimento si è rivelato essere il culmine di una violenta faida familiare consumata in strada.
Tutto è iniziato in via Vigliena, a pochi passi dal porto e dall’abitazione delle vittime. I fratelli Vincenzo e Ugo Ambrosio, rispettivamente di 34 e 33 anni, si sono imbattuti in un conoscente con il quale, a quanto pare, esistevano già forti dissidi pregressi. In pochi minuti i toni si sono esasperati.
A quel punto, la situazione è sfuggita di mano: i fratelli Ambrosio hanno telefonato al padre, il 59enne Salvatore, chiedendogli di raggiungerli. La stessa identica mossa è stata compiuta dal rivale. Quello che doveva essere un chiarimento tra famiglie si è trasformato in una trappola di sangue: secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stato proprio il padre del ragazzo rivale, appena giunto sul posto, a estrarre una pistola e a fare fuoco freddamente contro i tre Ambrosio, colpendoli tutti alle gambe prima di dileguarsi.
Sono stati gli stessi feriti, sanguinanti ma vigili, a lanciare l’allarme e a chiedere aiuto. Per evitare possibili ritorsioni o incroci pericolosi, le ambulanze del 118 hanno smistato il nucleo familiare in tre diversi nosocomi della città: Vincenzo è stato trasportato al “Vecchio Pellegrini”, Ugo al “Cardarelli”, mentre il padre Salvatore è stato ricoverato all’Ospedale del Mare. Nessuno di loro è in pericolo di vita.
Sul caso lavorano a ritmo serrato gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Napoli. I poliziotti hanno già ascoltato i tre feriti direttamente nei letti d’ospedale per raccogliere elementi cruciali.
Sullo sfondo della vicenda restano i profili dei protagonisti: i tre Ambrosio risultano infatti avere tutti precedenti penali legati al mondo degli stupefacenti. Gli investigatori stanno ora stringendo il cerchio attorno all’aggressore e a suo figlio, entrambi attivamente ricercati. I rilievi balistici e la testimonianza delle vittime potrebbero portare a una svolta nelle prossime ore.
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