IL CASO-LE INDAGINI

Giallo Sparago, i genitori ascoltati in Procura. Al via l’analisi forense su telefoni e PC

La madre e il padre del maresciallo di 25 anni, suicidatosi in caserma a La Spezia, sentiti dal PM per ore. Dal 10 giugno partono gli accertamenti tecnici su smartphone e computer per cercare tracce di vessazioni o istigazione. Attesi i rilievi del Ris.
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Svolta nelle indagini sulla tragica e prematura scomparsa del maresciallo dei carabinieri Giovanni Sparago, il 25enne originario di Curti (Caserta) in servizio alla stazione di Borghetto Vara, trovatosi senza vita lo scorso 18 aprile all’interno del Comando Provinciale di La Spezia.

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Il Pubblico Ministero della Procura spezzina, la dottoressa Monica Burani, ha ascoltati per diverse ore i genitori del giovane sottufficiale. Il colloquio, secretato dal massimo riserbo investigativo, è stato concesso accogliendo la specifica richiesta formale avanzata dagli avvocati Gaetano e Raffaele Crisileo, legali che assistono la famiglia Sparago.

Il colloquio con il magistrato e l’ipotesi di reato

Anche se i contenuti del verbale restano blindati, è legittimo presumere che i genitori abbiano fornito al magistrato inquirente ogni dettaglio utile sulla vita quotidiana del figlio. Il giovane maresciallo, arruolato nell’Arma da sette anni, manteneva infatti un contatto quotidiano, telefonico e telematico, con la famiglia. I dettagli su messaggi, confidenze e ultime interlocuzioni potrebbero offrire nuovi e determinanti spunti investigativi per corroborare e dare un nome ai possibili responsabili legati all’ipotesi di reato su cui si indaga: istigazione al suicidio.

Al via la perizia informatica su smartphone e PC

Il fulcro delle indagini si sposta ora sul fronte tecnologico. Sono state infatti calendarizzate per il prossimo 10 giugno le operazioni di analisi forense sui dispositivi informatici appartenuti a Giovanni Sparago. Sotto la lente degli inquirenti finiranno lo smartphone, la SIM card, il personal computer, l’iPad e due chiavette USB del militare.

L’incarico è stato affidato alla consulente della Procura, la dottoressa Silvia Spallarossa di Genova, che eseguirà la clonazione delle memorie nel suo laboratorio del capoluogo ligure. La famiglia Sparago, sempre tramite gli avvocati Crisileo, ha nominato come consulente di parte l’esperto informatico napoletano, il dottor Luca De Gregorio, che presenzierà a tutte le fasi di estrazione delle copie forensi.

Il raggio d’azione degli accertamenti digitali

Il quesito posto dal PM è chiaro e mira a scavare nella vita del venticinquenne per comprendere i motivi del gesto: i tecnici dovranno verificare la presenza, nei supporti sequestrati, di chat, file audio/video, messaggi o conversazioni scambiate da luglio 2025 fino al giorno del decesso. Si cercano riferimenti a intenti anticonservativi, ma soprattutto a eventuali ingiurie, minacce o vessazioni subite dal sottufficiale. Massima attenzione sarà riservata alla cronologia dei contatti (chiamate e messaggi) avvenuti tra il 10 e il 18 aprile 2026, isolando l’esatta ultima attività eseguita dal maresciallo prima di morire.

Attesi i risultati dei Ris di Parma e dell’autopsia

Parallelamente, si muove l’indagine scientifica e balistica. Presso i laboratori del Ris dei Carabinieri di Parma sono in corso gli accertamenti volti a rilevare l’eventuale presenza di residui di polvere da sparo su mani, orecchie e narici della vittima. Gli esami si stanno svolgendo alla presenza del Comandante del Ris, il Generale Matteo Donghi, e del consulente balistico nominato dalla famiglia, il dottor Paride Minervini di Siena.

Nelle prossime settimane sono attesi anche gli esiti ufficiali dell’autopsia, eseguita lo scorso 23 aprile presso l’istituto di Medicina Legale di Genova. Riscontri medico-legali e perizie tecniche che risulteranno decisivi per sciogliere definitivamente il drammatico bivio investigativo: un tragico gesto volontario o una drammatica conseguenza indotta da terzi?

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