Operazione della polizia penitenziaria

Santa Maria Capua Vetere, porta droga al marito in carcere: arrestata ai colloqui

Hashish e cocaina erano nascosti negli indumenti della donna. Il sindacato CON.SI.PE. elogia l'intervento degli agenti, ma lancia l'allarme sulle difficili condizioni operative del personale
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Nuovo colpo al traffico di sostanze stupefacenti all’interno della Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere. La Polizia Penitenziaria ha sequestrato quasi 200 grammi di droga destinati, secondo quanto emerso, a un detenuto dell’istituto.

La sostanza stupefacente era occultata negli abiti della moglie del recluso, giunta in carcere per effettuare un colloquio. La donna, già nota alle forze dell’ordine e con precedenti penali, è stata fermata grazie all’attenzione degli agenti in servizio, che hanno notato un rigonfiamento sospetto sugli indumenti.

Il sequestro di hashish e cocaina

La successiva perquisizione personale ha consentito di rinvenire quattro involucri contenenti droga: tre confezioni con oltre 160 grammi di hashish e una con più di 30 grammi di cocaina, per un quantitativo complessivo vicino ai 200 grammi.

Su disposizione dell’Autorità giudiziaria, la donna è stata arrestata e associata in carcere.

Il plauso del sindacato e l’allarme sul sistema

Sull’episodio è intervenuto il segretario nazionale della CON.SI.PE. (Confederazione Sindacati Penitenziari), Francesco De Curtis, che ha espresso il proprio apprezzamento per l’operato del Reparto di Polizia Penitenziaria di Santa Maria Capua Vetere.

Secondo il sindacalista, l’operazione conferma l’elevato livello di preparazione e di capacità investigativa del personale penitenziario, impegnato quotidianamente a contrastare il continuo tentativo di introdurre all’interno degli istituti di pena sostanze stupefacenti e telefoni cellulari.

De Curtis ha però evidenziato anche le criticità che gravano sul sistema carcerario, sottolineando come gli agenti siano costretti a operare in condizioni di cronico sottorganico e forte stress lavorativo, pur continuando a garantire sicurezza e legalità negli istituti penitenziari.

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