Amianto nelle Forze Armate

Napoli, mesotelioma dopo anni di servizio: 468mila euro alla famiglia di un maresciallo

Il militare, morto nel 2015, aveva lavorato per decenni a contatto con velivoli contenenti asbesto. Il Tribunale respinge la prescrizione e riconosce il nesso tra malattia e attività svolta

Napoli – Dopo oltre dieci anni dalla diagnosi e undici dalla morte, arriva una sentenza destinata a segnare un precedente importante nei casi di esposizione all’amianto nelle Forze Armate. Il Tribunale di Napoli ha condannato il Ministero della Difesa a risarcire con oltre 468mila euro, più rivalutazione e interessi, i familiari di un maresciallo dell’Aeronautica Militare deceduto nel 2015 per mesotelioma pleurico.

Il militare, originario di Napoli, aveva prestato servizio per quasi quarant’anni come motorista e tecnico manutentore in diverse basi italiane, tra cui Capodichino, Pratica di Mare, Grosseto, Gioia del Colle e Grazzanise.

Secondo quanto accertato dai giudici, proprio l’attività svolta a contatto con aeromobili e componenti contenenti amianto avrebbe determinato l’esposizione alle fibre nocive, causa della patologia diagnosticata nel 2013.

Nelle motivazioni della sentenza, pubblicata il 28 luglio, il Tribunale sottolinea anche il lungo percorso di sofferenza vissuto dai familiari, iniziato ben prima della morte, tra cure, ricoveri e il progressivo aggravarsi delle condizioni di salute del loro congiunto.

Respinta inoltre l’eccezione di prescrizione sollevata dal Ministero della Difesa. I giudici hanno ritenuto tempestiva l’azione legale, stabilendo che il termine per agire decorre dal momento in cui i familiari hanno acquisito piena consapevolezza del nesso causale tra malattia ed esposizione all’amianto, successivamente confermato anche con il riconoscimento dello status di “vittima del dovere”.

Soddisfazione è stata espressa dall’Osservatorio Nazionale Amianto. “Questa sentenza conferma che molti servitori dello Stato non sono morti in battaglia, ma a causa di un nemico invisibile presente nei luoghi di lavoro”, ha dichiarato l’avvocato Ezio Bonanni, legale della famiglia. Sulla stessa linea Nicola Panei, maresciallo dell’Aeronautica e vittima dell’amianto, secondo cui la decisione rappresenta “un segnale di speranza per tanti militari che attendono ancora giustizia”.

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