A più di un anno dalla morte di Simona Grosso, la 32enne originaria di Napoli deceduta il 7 giugno 2025 in un ospedale di Parigi dopo aver dato alla luce la sua seconda figlia, la famiglia continua a chiedere verità. Genitori e fratello denunciano di essere ancora privi di informazioni ufficiali sulle cause del decesso e lamentano l’impossibilità di ottenere la documentazione sanitaria necessaria per fare piena luce sulla vicenda.
Sul caso è aperta un’indagine della Procura di Roma, che, secondo quanto riferito dal legale della famiglia, starebbe incontrando notevoli difficoltà nell’acquisire gli atti provenienti dalle autorità francesi.
Il legale: “Un problema che riguarda anche la cooperazione tra Stati”
L’avvocato Francesco Petruzzi, che assiste i familiari della giovane donna, evidenzia come il ritardo nella trasmissione della documentazione rappresenti un ostacolo significativo all’accertamento dei fatti.
Secondo il legale, a oltre un anno dalla tragedia, la Procura capitolina non sarebbe ancora riuscita a ottenere né la cartella clinica né la relazione redatta dopo l’autopsia, documenti indispensabili per ricostruire con precisione quanto accaduto.
Il ricovero e le complicanze dopo il cesareo
A ricostruire gli ultimi giorni di vita di Simona è il fratello, Giuseppe Grosso.
La donna era stata ricoverata il 28 maggio 2025 presso l’Institut Sarah Maternité Catholique di Parigi per affrontare un parto cesareo. Durante l’intervento sarebbero insorte gravi complicanze che hanno reso necessario il trasferimento d’urgenza all’Hôpital Necker.
Nella struttura sanitaria parigina la 32enne fu sottoposta a un nuovo intervento chirurgico per un’importante emorragia interna. Da quel momento le sue condizioni rimasero critiche fino al decesso, sopraggiunto il 7 giugno 2025, pochi giorni dopo la nascita della bambina, che oggi ha un anno.
“Mai ricevuta la documentazione ufficiale”
La famiglia sostiene di non aver mai avuto accesso ai documenti clinici prodotti dai due ospedali francesi.
“Tutte le informazioni ricevute ci sono state comunicate soltanto verbalmente”, afferma Giuseppe Grosso, spiegando che proprio l’assenza di documentazione ufficiale impedisce ai familiari di comprendere le reali cause della morte della sorella.
Secondo quanto riferito, la normativa francese consentirebbe il rilascio della cartella clinica e della relazione autoptica esclusivamente al compagno della donna, padre dei due figli della coppia, residente in Francia.
La richiesta della famiglia: “Vogliamo solo conoscere la verità”
L’obiettivo dei familiari resta quello di ottenere tutti gli atti sanitari relativi al ricovero e alle cure ricevute da Simona.
“Vogliamo conoscere la verità e accertare eventuali responsabilità”, ribadisce il fratello della giovane, che insieme ai genitori continua a chiedere piena trasparenza su una vicenda che, a distanza di oltre un anno, resta ancora avvolta da molti interrogativi.




Scegli il canale social su cui vuoi iscriverti