Allerta Hantavirus

Hantavirus, Bassetti promuove la rete infettivologica: «Il Cotugno tra i tre pilastri pronti»

L'infettivologo indica i centri di eccellenza di Roma, Milano e Napoli come avamposti contro l'Hantavirus, ma avverte: «Con 21 sistemi sanitari diversi ognuno va per la sua strada»
Ascolta questo articolo ora...
Caricamento in corso...
Aggiungi Cronache della Campania come fonte preferita Aggiungi

L’ombra dell’Hantavirus mette alla prova la tenuta del sistema sanitario italiano, ma le infrastrutture per rispondere all’allerta ci sono e sono solide. A tracciare la mappa dei centri di eccellenza pronti a scendere in campo è Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie Infettive del San Martino di Genova. In prima linea, veri e propri “fortini” contro il contagio, si stagliano lo Spallanzani di Roma, il Sacco di Milano e il Cotugno di Napoli, quest’ultimo confermandosi ancora una volta punto di riferimento vitale per tutto il Mezzogiorno.

Secondo l’infettivologo, la rete italiana gode di una solida base costruita nel tempo, frutto anche degli investimenti legati alla legge sull’Aids tra gli anni ’80 e ’90. Oltre ai centri di riferimento, ogni regione dispone di reparti dotati di strutture ad alto isolamento e aree separate, capaci di gestire pazienti critici senza compromettere il resto delle attività ospedaliere. Da Bari a Palermo, passando per le eccellenze milanesi del Niguarda e del San Raffaele, l’architettura tecnica sembra dunque pronta a reggere l’urto di una possibile emergenza.

Tuttavia, il vero punto debole non sarebbe la medicina, ma l’amministrazione. Bassetti ha infatti lanciato un monito severo sulla frammentazione della sanità nazionale: «Esiste una situazione molto diversificata, poiché con 21 sistemi sanitari regionali diversi ognuno va per la propria strada». Il timore è che la mancanza di un coordinamento univoco possa vanificare l’efficienza della rete di reparti, rendendo la risposta al virus lenta o disomogenea. La sfida, dunque, si sposta sul piano politico: armonizzare le procedure regionali prima che l’Hantavirus possa approfittare delle crepe di un sistema ancora troppo “a macchia di leopardo”.

RIPRODUZIONE RISERVATA
Commenti (1)

Mi pare un articoo interessantte e preoccupante; ma non so se tutti i reparti son pronti veramentte. La rete pare solida sulla carta pero la burokrazia e le reggioni van per la lor strada ognuno faamodo suo rallentano le decisi0ni e la rispostta potria esser compromessa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Leggi tutte le notizie
PUBBLICITA

Primo piano

PUBBLICITA