SAN NICOLA LA STRADA

Chef aggredito a San Nicola la Strada dopo una lite sul lavoro: scatta l’allarme per le minacce dei clan

Il cuoco Andrea Pesce ha denunciato un violento pestaggio subito all'interno di un locale del Casertano. Dopo essersi rivolto ai Carabinieri, avrebbe ricevuto pressioni per ritirare la querela.



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Un’aggressione sul posto di lavoro che assume i contorni di una vera e propria spedizione punitiva. A San Nicola la Strada, in provincia di Caserta, lo chef Andrea Pesce – professionista noto anche per il suo impegno civico e sociale – è rimasto vittima di un grave episodio di violenza all’interno del locale in cui prestava servizio da poche settimane.

La dinamica dell’aggressione

Secondo quanto ricostruito nella denuncia presentata ai Carabinieri e supportata dai referti medici, la violenza sarebbe scaturita da una normale discussione lavorativa, interpretata dagli aggressori come una “mancanza di rispetto”. Attirato in trappola con un pretesto, lo chef sarebbe stato accerchiato e colpito ripetutamente con una mazza da baseball, riportando traumi all’addome e al volto. Nonostante le ferite, la vittima ha trovato il coraggio di denunciare l’accaduto, fornendo agli inquirenti prove audio e video fondamentali per identificare i presunti responsabili.

Le intimidazioni e l’appello

Nelle ore successive alla denuncia, la situazione ha assunto contorni ancora più allarmanti. Lo chef ha infatti segnalato di essere stato avvicinato da individui vicini ad ambienti criminali di Marcianise e Torre del Greco, con l’evidente scopo di fargli ritirare la querela. “Ho fatto il mio dovere di cittadino e di lavoratore – ha dichiarato Andrea Pesce –. Sono un uomo che vive di sacrifici e chiedo che le istituzioni non mi lascino solo davanti a questa barbarie e alle minacce. Voglio solo giustizia”.

La reazione delle istituzioni

A raccogliere la richiesta d’aiuto è stato Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi Sinistra. Il parlamentare ha espresso totale solidarietà alla vittima, condannando duramente l’episodio. “Siamo di fronte a un metodo intimidatorio applicato in un contesto lavorativo – ha sottolineato Borrelli –. Aggredire un uomo invocando la ‘mancanza di rispetto’ è un atto che non può restare impunito. Seguirò personalmente questa vicenda affinché ad Andrea venga garantita la massima protezione. Non permetteremo che la prepotenza metta a tacere chi sta dalla parte della legalità”.

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