Dino De Angelis approda nuovamente a Castellammare regalando all’affezionato pubblico un altro dei suoi viaggi narrati, senza mai ripetersi. Lo storyteller lucano, infatti, ad ogni appuntamento spalanca un universo nuovo, adottando linguaggi e modalità di racconto sempre inediti. Nella sua ultima narrazionespettacolo in città, aveva emozionato la platea portando sul palco l’adrenalina della Formula 1 e le vite leggendarie di due miti come Nuvolari e Senna.
Il 9 maggio, alle ore 18:00, nella raffinata cornice di Villa Liberty, De Angelis proporrà un nuovo parallelo, cambiando radicalmente prospettiva. Dal rombo dei motori passerà alla luce dei colori: il viaggio si sposterà nel mondo artistico di Van Gogh e Hopper. Con la sua dialettica appassionata, e la curiosità di chi ama esplorare, De Angelis attraverserà la febbre creativa di Van Gogh e la quiete sospesa dei paesaggi di Hopper. Un percorso che incrocerà le loro passioni, inquietudini e genialità, fino a rivelare l’elemento che li unisce: la luce. Quella vivida, pulsante, quasi febbrile di Van Gogh; e quella più rarefatta, silenziosa, cinematografica di Hopper.
Per il narratore, Van Gogh e Hopper – sebbene così lontani per epoca, stile e sensibilità – risultano uniti da un unico orizzonte: il viaggio come forma d’arte e come modo di esistere. È proprio questo nesso indissolubile che l’artista lucano intende offrire al pubblico nel corso della rappresentazione di sabato 9 maggio, guidandolo nella geniale creatività dei due giganti della pittura senza trascurarne il profondo tratto umano.
Il viaggio narrativo di Dino De Angelis si preannuncia un concentrato di arte, emozione e conoscenza. Un’esperienza che conferma una sua speciale attitudine: quella di spingersi verso mondi lontani con autentica passione e di restituirli al pubblico attraverso monologhi potenti e intense immagini, capaci di illuminare vite straordinarie. E questa volta, nel silenzio dei colori, le parole sprigioneranno una luce nuova, ma come sempre vibrante di emozioni.






Articolo interessante ma anche un pò confusso, non si capisce sempre se l’autore voleva enfatizare il viaggio o la tecnica pittorica. La parte su VanGogh eHopper è bella , però a volte sembra ripetersi e i riferimenti storici son o approssimativ i. Lo spettacol o parrebbe promettere ma mancan info su durata e bigletteria; il tono narrativ a volt e si perde. Mi piacerebbe piu chiariment i pratic i.