Indagine parlamentare

Falde acquifere avvelenate in Campania, Auriemma (M5S): Basta ritardi, servono bonifiche vere

Lo studio dell'Università Federico II certifica l'inquinamento diffuso delle acque sotterranee. La vicecapogruppo pentastellata: "Lo denuncio in Commissione Ecomafie dal 2023. La relazione sulla Terra dei Fuochi sarà depositata a breve"



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Lo studio dell’Università Federico II sull’inquinamento delle falde acquifere in Campania torna a scuotere le istituzioni. A raccogliere l’allarme è Carmela Auriemma, vicecapogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera e membro della Commissione parlamentare di inchiesta sugli illeciti legati al ciclo dei rifiuti, che parla senza mezzi termini: «Non si tratta di una novità, ma dell’ennesima conferma di una situazione grave e conosciuta da anni».

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Una denuncia che viene da lontano

Auriemma ricorda di aver sollevato il problema già dal 2023 in sede di Commissione Ecoreati, evidenziando come nella regione non si registri soltanto un deterioramento dell’aria e del suolo, ma anche una contaminazione delle acque sotterranee «troppo spesso ignorata».

Proprio per colmare questo vuoto, la parlamentare ha lavorato insieme a un collega di maggioranza per inserire nella relazione sulla Terra dei Fuochi un capitolo inedito dedicato esclusivamente all’inquinamento delle falde — tema mai affrontato prima in sede di Commissione Ecomafie.

«Tutte le audizioni e i sopralluoghi effettuati hanno confermato un inquinamento della falda risalente nel tempo, che riguarda anche siti utilizzati durante l’emergenza rifiuti dal commissario straordinario», dichiara Auriemma, annunciando che la relazione sarà depositata e resa pubblica a breve.

La Regione Campania cambia atteggiamento

Un segnale positivo arriva, secondo la deputata, dalla Regione Campania, che dopo la diffusione dei dati della Federico II ha avviato verifiche per valutare i rischi ambientali e sanitari. Auriemma cita il caso delle fonderie Pisano come precedente virtuoso: «Dopo decenni di inquinamento, la Regione ha negato l’autorizzazione ambientale a tutela della salute dei cittadini. Un fatto mai accaduto prima». La stessa logica, auspica, dovrà guidare le prossime decisioni.
Nel frattempo, la Commissione ha già richiesto l’acquisizione ufficiale dello studio universitario per elaborare un piano concreto di interventi.

“Nessun ritardo, nessun silenzio”

Il messaggio finale di Auriemma è netto: «Non possiamo più permetterci ritardi né silenzi. Servono controlli rigorosi, bonifiche reali e un monitoraggio costante per garantire ai cittadini campani il diritto di vivere in un ambiente sano e sicuro. La tutela della salute pubblica deve diventare una priorità assoluta, senza compromessi e senza ulteriori rinvii».

In breve

Lo studio dell'Università Federico II sull'inquinamento delle falde acquifere in Campania torna a scuotere le istituzioni.

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Commenti (2)

Concordo parzialmente, il problema è antico non nuove, e le istituzioni dovrebberò agire subito, ma serve anche trasparenza nei dati, audit indipendenti e un calendario di bonifiche che sia realistico e verificabile dal pubblic o.

Lo studio portà dati preoccupanti, ma non ci sono soluzion chiare o immediati provvedimenti, la Regione dice di verifichare ma i controlli risultano insuficenti. Le bonifich e vanno fatte in tempi rapidi con piani reali e risorse certe.

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