Una complessa operazione di polizia, iniziata con lo smantellamento di un centro logistico dello spaccio, ha fatto emergere una drammatica sequenza di eventi nel quartiere di Secondigliano. L’attività investigativa, coordinata dalla Procura di Napoli, ha permesso di collegare un ingente sequestro di armi e droga a un grave episodio delittuoso avvenuto poche ore dopo lungo il Corso Secondigliano.
Tutto ha avuto inizio in via Casoria, a San Pietro a Patierno, dove gli agenti del Commissariato locale hanno individuato un deposito all’interno di un’area sottoposta a sequestro. L’intervento ha portato all’arresto del 29enne Stefano Margarita, sorpreso a uscire da un container adibito a “caveau”. All’interno, grazie al supporto delle Unità Cinofile, sono stati rinvenuti mezzo chilo di cocaina suddiviso in dosi, cannabis e un pericoloso arsenale composto da due fucili (un Beretta e un Benelli Montefeltro) e una semiautomatica 7,65, tutti risultati di provenienza furtiva.
Dal sequestro dell’arsenale al provvedimento cautelare
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la notizia del fermo e della perdita del materiale illegale avrebbe innescato una violenta reazione interna alla cerchia familiare. Savio Margarita, 41 anni, ritenendo che il cognato Salvatore Marino (49 anni) fosse responsabile di aver fornito informazioni agli organi inquirenti, avrebbe deciso di attuare una ritorsione.
L’episodio è culminato in pieno giorno lungo il Corso Secondigliano, dove Marino è stato raggiunto da quattro colpi d’arma da fuoco che lo hanno ridotto in condizioni critiche. Dopo una breve irreperibilità, sentendosi braccato dalle indagini della Squadra Mobile, Savio Margarita si è presentato spontaneamente presso gli uffici della Questura accompagnato dal proprio legale, ammettendo le proprie responsabilità nel ferimento.
Il Giudice per le Indagini Preliminari ha convalidato il fermo per Savio Margarita, disponendo la custodia cautelare in carcere per i reati di tentato omicidio e porto abusivo di armi. Stefano Margarita resta invece a disposizione dell’autorità giudiziaria per i reati connessi al possesso dell’arsenale e degli stupefacenti.





La vicenda è complicada e semra ci sono tantii pezzi che nondicono bene,le autoritá ha fatto un grosso lavoro,ma i residenti restano confusi. Il sequestro e poi la ritorsione familare suona incrediblle,4 colpi in pieno giorno,e nessuno sapeva?Forse ci son responsabilita condivise,ma non è semplice spiegare ttcosi.