Tragedia di San Felice: l’ex sindaco chiede di essere ascoltato dalla Procura

A quasi un anno di distanza dalla frana che sconvolse la frazione Talancio di San Felice a Cancello, l’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere si arricchisce di un nuovo capitolo.

L’ex sindaco Giovanni Ferrara, indagato per la morte di Giuseppe Guadagnino (42 anni) e di sua madre Agnese Milanese (77), ha formalizzato la richiesta di essere interrogato dai magistrati titolari dell’indagine, le pm Maria Alessandra Pinto e Iolanda Gaudino. La decisione arriva in un momento cruciale per fare luce sulle responsabilità legate a una delle pagine più drammatiche della cronaca locale.

L’accusa: «Una tragedia annunciata dall’incuria»

Il cuore dell’indagine ruota attorno allo stato di abbandono in cui versava la vasca di contenimento del Vallone Sant’Egidio. Secondo la ricostruzione della Procura, l’opera idraulica sarebbe stata gravemente ostacolata nella sua funzione da anni di omessa manutenzione.

Detriti e rifiuti accumulati nel tempo avrebbero ridotto in modo drastico la capacità di invaso della vasca, rendendola di fatto inadeguata a gestire un evento meteorico intenso.

Quando, il 27 agosto 2024, la pioggia ha iniziato a cadere copiosa, il bacino si è riempito in pochi istanti. Le acque, non trovano sfogo, sono straripate trasformandosi in una violenta corrente di fango che si è abbattuta sulla valle.

A essere travolti furono proprio Giuseppe e Agnese, il cui corpo venne ritrovato senza vita con segni di impatto contro strutture rigide e le vie respiratorie invase dall’acqua e dai detriti. Per i pm, il nesso causale è chiaro: l’omessa manutenzione è stata la causa scatenante della tragedia, e il sindaco pro-tempore, in concorso con altre figure, avrebbe colposamente omesso di attivarsi per evitarla.

La difesa: la versione dei fatti in procura

A distanza di mesi, l’ex primo cittadino, oggi commercialista e già candidato al Consiglio Regionale della Campania, ha deciso di rompere il silenzio procedurale. Difeso dall’avvocato Vittorio Fucci, Ferrara ha chiesto ufficialmente di essere sentito dai magistrati inquirenti.

L’obiettivo è chiaro: fornire la propria ricostruzione dei fatti e del proprio operato durante il mandato, per contestare punto su punto le accuse che gli vengono mosse. L’interrogatorio, che si terrà nei prossimi giorni nelle aule del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, rappresenta un passaggio chiave per la difesa, che punta a dimostrare l’estraneità del proprio assistito alle responsabilità contestate, delineando un quadro diverso delle competenze e delle azioni intraprese all’epoca dei fatti.

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