Campi Flegrei, il suolo rallenta: a febbraio la velocità di sollevamento scende a 10 mm

Napoli – Una lieve ma significativa frenata nella dinamica di sollevamento del suolo interessa la caldera dei Campi Flegrei. Secondo i dati contenuti nel bollettino mensile di sorveglianza dell’Osservatorio Vesuviano (INGV) relativo a febbraio 2026, la velocità del bradisismo ha fatto registrare un calo, assestandosi su un valore medio di circa 10 millimetri al mese.

La dinamica del sollevamento

Il dato di febbraio segna un’ulteriore variazione in un trend che, nell’ultimo anno, ha mostrato diverse oscillazioni. Dopo il picco registrato all’inizio del 2025 (quando si toccarono i 30 mm mensili) e l’accelerazione di fine anno che aveva riportato i valori a 25 mm, la velocità aveva già iniziato a decrescere a metà dicembre 2025 (15 mm).

Oggi, con il passaggio a 10 mm mensili, si conferma una fase di minore pressione meccanica rispetto ai mesi precedenti, sebbene il fenomeno dell’unrest (instabilità) resti pienamente attivo.

I numeri del bradisismo: dal 2005 a oggi

Per comprendere l’entità del fenomeno, i tecnici dell’INGV guardano ai dati storici rilevati dai sensori GNSS:

Rione Terra (Pozzuoli): Dallo storico inizio dell’attuale crisi nel novembre 2005, il suolo si è alzato complessivamente di 1,62 metri.

Dato recente: Solo da gennaio 2024, il sollevamento accumulato nel centro storico puteolano è di circa 24,5 centimetri.

Fondale marino: Anche il mare “sale”. La stazione Medusa, situata nel Golfo di Pozzuoli, ha rilevato un innalzamento del fondale di circa 33 centimetri nell’ultimo biennio.

Attività sismica e sciami

Parallelamente al sollevamento, l’attività sismica di febbraio è stata caratterizzata da 254 terremoti. La maggior parte di questi eventi è riconducibile a tre sciami sismici che hanno concentrato 85 scosse in brevi intervalli temporali.

L’evento di maggiore rilievo è avvenuto il 28 febbraio alle 11:19, con una magnitudo di 3.5, avvertita distintamente dalla popolazione dell’area flegrea e dei quartieri occidentali di Napoli. Nonostante il rallentamento della velocità di sollevamento, la sismicità resta il parametro più monitorato per valutare l’evoluzione del rischio sul territorio.

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