

Nella foto, un elemento rappresentativo della vicenda.
Nel pomeriggio di giovedì 13 febbraio, i militari della Stazione Carabinieri di Villa Literno, insieme agli esperti del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Caserta, hanno setacciato diverse attività commerciali.
Primo bersaglio: la legale rappresentante di una società che vende prodotti ittici. Colta in flagranza con telecamere e microfoni per spiare i dipendenti, senza l’accordo sindacale o l’autorizzazione richiesta dall’articolo 4, comma 1, della legge 300/1970 (Statuto dei Lavoratori).
Analoga batosta per il titolare di un’impresa individuale di panificazione. Anche lui aveva installato sistemi di videosorveglianza nei reparti di lavoro, violando le stesse norme a tutela della privacy dei suoi operai. Nessuna deroga concessa: denuncia immediata in stato di libertà.
Terzo caso, diverso ma altrettanto grave: il legale rappresentante di una ditta di profumeria, cancelleria e giochi è stato deferito per aver saltato la sorveglianza sanitaria obbligatoria dei dipendenti, come prevede l’articolo 18 del Dlgs 81/2008. Un rischio per la salute ignorato.
Gli accertamenti proseguono per scovare altre irregolarità, mentre i Carabinieri hanno già allertato la Procura. Un monito chiaro contro lo sfruttamento nel tessuto economico di Villa Literno.
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