Lo «sgarro» della Vanella Grassi alla ‘Ndrangheta e la taglia da 120mila euro su Simone Bartirmoro

Napoli – Una rapina di un un carico di 20 chilogrammi di cocaina che, secondo gli investigatori, non è stata soltanto un “colpo” di strada, ma un atto capace di incrinare patti e gerarchie tra Campania e Calabria.

È l’asse che attraversa l’operazione dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, culminata in una misura cautelare in carcere emessa dal gip di Napoli.

Al centro dell’inchiesta c’è la sottrazione di un carico di droga destinato a un gruppo camorristico e trasportato da corrieri calabresi: un episodio che, sempre secondo la ricostruzione, avrebbe scatenato la reazione della ’ndrangheta, fino a una taglia da
120mila euro sull’autore dello “sgarro” e a progetti punitivi che avrebbero potuto colpire la famiglia.

La rapina: 20 chili di cocaina e l’agguato a Casavatore

Gli inquirenti collocano la rapina a mano armata nell’aprile 2023, a Casavatore. Le vittime sono due corrieri calabresi incaricati del trasporto di 20 chili di cocaina. Quel carico, per l’accusa, era destinato a un terzo sodalizio camorristico, gli Amato-Pagano.

È il dettaglio che dà la misura del contesto: la partita non riguarda soltanto la disponibilità immediata della droga, ma i canali di rifornimento, la “credibilità” criminale e l’equilibrio tra gruppi. In questo schema, l’azione viene attribuita a soggetti considerati intranei al clan della Vanella (o Vinella) Grassi.

Il presunto mandante e la risposta calabrese: la taglia

A commissionare il colpo, secondo quanto emerso, sarebbe stato Simone Bartiromo, arrestato nel luglio 2025 e detenuto a Tolmezzo (Udine). Proprio su Bartiromo – riferiscono gli investigatori – la cosca calabrese Nirta-Strangio avrebbe messo una taglia da 120mila euro.

La taglia, in questo tipo di dinamiche, è un messaggio prima ancora che un incentivo economico: segnala che lo sgarro non viene “assorbito” come perdita d’impresa, ma trattato come affronto da punire, per ristabilire un ordine e scoraggiare nuove iniziative analoghe.

La linea rossa: l’ipotesi del rapimento della moglie

Dalle indagini dei carabinieri di Napoli emerge anche un profilo ancora più grave: la ’ndrangheta avrebbe valutato di colpire Bartiromo attraverso la moglie, ipotizzandone il rapimento come forma di ritorsione.

In conferenza stampa il procuratore di Napoli Nicola Gratteri ha spiegato la preoccupazione per possibili sviluppi violenti, sottolineando che gli uffici giudiziari conoscono le logiche della ’ndrangheta e riferendo che è stato chiesto all’ideatore del colpo se intenda essere tutelato.

Oltre ai reati-fine (rapina, droga e armi, contestati con l’aggravante del metodo mafioso), nell’impianto accusatorio pesa il capitolo associativo: per alcuni indagati viene contestato il delitto di associazione di tipo mafioso.

La contestazione descrive il clan della Vanella (o Vinella) Grassi come articolazione camorristica nata da una scissione dall’area Amato-Pagano, con una propria capacità organizzativa e operativa sul territorio.

Nel quadro riportato dagli atti, l’associazione avrebbe incrociato negli anni alleanze e contrapposizioni con altri gruppi camorristici; vengono inoltre richiamati, con ruoli di vertice in altri provvedimenti giudiziari, soggetti indicati come capi-promotori e figure apicali (tra cui Salvatore Petriccione, detto Totore ’o marenaro, e altri nominativi citati nel capo), oltre a ulteriori persone non identificate.

Indagini tra 2024 e 2025: tecniche e collaboratori

Il lavoro investigativo, sviluppato tra il 2024 e il 2025, viene descritto come complesso e articolato, con attività tecniche mirate e riscontri. Sono stati sentiti anche collaboratori di giustizia, che – secondo quanto riportato – avrebbero consentito di fissare l’esatta ubicazione dell’evento, chiarirne le motivazioni e delineare organizzatori ed esecutori.

I 10 INDAGATI

Gaetano Angrisano, nato a Napoli il 1 febbraio 1992

Simone Bartiromo, nato a Napoli il 12 giugno 1991

Antonio Coppola, nato a Napoli il 13 giugno 1992, detto “Mille Lire”

Giuseppe Corcione, nato a Napoli l’8 giugno 1984, detto “Ciccio ’o macellaro / Ciccio ’o chiattone”

Fabio Iazzetta, nato a Napoli il 27 luglio 1992, detto “Fabio Chirichella / ’o nano”

Luigi Rosas, nato a Mugnano di Napoli il 3 luglio 1990, detto “Gino ’o Zuppone / ’o Zeppone”

Ciro Russo, nato a Napoli il 13 maggio 2002, detto “Felicione”

Sebastiano Romeo, nato a Locri (RC) il 17 marzo 1997

Giovanni Nirta, nato a Locri (RC) il 10 novembre 1997

Andrea Giuliani, nato a Roma l’8 marzo 1975

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