

Nell'immagine, un contesto collegato ai fatti.
Caserta – Il latte di bufala italiano sta perdendo valore e centralità sul mercato. Non si tratta di una semplice oscillazione congiunturale, ma di un problema strutturale che sta mettendo in ginocchio gli allevatori e rischia di compromettere la fiducia dei consumatori.
Negli ultimi mesi il prezzo riconosciuto alla stalla è in costante discesa, schiacciato da un sistema che non distingue più il latte fresco di qualità da quello di provenienza incerta o ottenuto con pratiche al ribasso.
Il prodotto, una volta lasciato l’allevamento, entra in un “buco nero” privo di tracciabilità reale: il mercato non premia chi produce con standard elevati e sacrifica chi punta solo al risparmio
.A peggiorare la situazione è arrivata la recente sentenza del TAR Campania (n. 7291/2025 e altre correlate del novembre 2025), che ha chiarito l’inapplicabilità alla filiera bufalina della legge 138/1974 sul divieto di utilizzo di latte in polvere, concentrato o congelato per i prodotti non DOP.
Una decisione che, secondo molti operatori, apre le porte a materie prime di minor pregio e a una concorrenza sleale che deprime ulteriormente le quotazioni.«Oggi il prezzo alla stalla crolla per tutti» denuncia Salvatore Foglia, allevatore e Presidente della Consulta Bufalina di Altragricoltura.
«Rivendicare controlli rigorosi e tracciabilità non è una battaglia di categoria: serve a tutelare il reddito degli allevatori, ma soprattutto a garantire ai consumatori salubrità, autenticità e veridicità di un prodotto iconico della nostra tradizione».La mancanza di trasparenza ha anche conseguenze dirette sulla sicurezza: quando i margini si azzerano, le aziende tagliano sulla manutenzione, sulla sicurezza delle strutture e sull’aggiornamento dei mezzi, esponendo chi lavora in stalla a rischi crescenti.
«Non si può pretendere eccellenza alimentare costringendo i produttori a operare in condizioni di emergenza perenne», aggiunge Foglia.Per la Consulta Bufalina di Altragricoltura la soluzione passa da un intervento normativo urgente: sbloccare in Parlamento il Disegno di Legge sulla tracciabilità (tra cui misure come il DDL 1519-A e proposte collegate discusse nel 2025), che introduce obblighi di tracciabilità digitale del latte di bufala e controlli rafforzati.
Solo così si può ristabilire equilibrio nella filiera, valorizzare il lavoro degli allevatori e restituire ai consumatori un prodotto autentico e pienamente garantito.La crisi del comparto bufalino campano non è più rinviabile: senza interventi concreti, a perdere non saranno solo gli allevatori, ma l’intera filiera e la qualità che ha reso famosa la mozzarella di bufala nel mondo.
Durante un controllo di routine, il Nucleo Operativo Sicurezza della Polizia Municipale di Salerno ha… Leggi tutto
Nel corso dell'anno scolastico 2025-2026, circa 23.400 studenti campani hanno partecipato a 91 incontri dedicati… Leggi tutto
Dal 19 al 28 luglio il bosco cittadino di Pontecagnano Faiano ospiterà WoodFest 2026, un… Leggi tutto
Il coro degli alunni dell’Istituto Comprensivo Sabatino Minucci ha messo la propria voce nel brano… Leggi tutto
Un’importante operazione della Polizia Penitenziaria ha portato al sequestro di droga nascosta nell’infermeria della Casa… Leggi tutto
Le truffe agli anziani rappresentano un fenomeno in crescita e spesso coinvolgono anche minorenni esperti.… Leggi tutto