

concerto abusivo al centro storico
Napoli Non è stata una notte qualunque, ma l’ennesima goccia che ha fatto traboccare il vaso. Nel cuore del Centro Storico, a pochi passi dai vicoli più celebri, un concerto improvvisato e fuochi d’artificio esplosi a mezzanotte hanno ridestato il conflitto, mai sopito, tra la movida sfrenata e il diritto al riposo di chi ci vive.
La protesta dei residenti, condotta ormai ad oltranza, trova nuova linfa in un episodio raccontato da una cittadina al consigliere regionale dei Verdi-Sinistra, Francesco Emilio Borrelli.
“Stanotte, in un vicolo sotto casa mia, hanno iniziato un concerto dopo mezzanotte, musica a tutto volume perfettamente udibile fino al quarto piano, con fuochi d’artificio sparati tra i palazzi”, ha raccontato la donna, descrivendo una scena sempre più frequente. “Era una festa di compleanno.
Non oso immaginare i residenti ai piani bassi. A Napoli i botti scoppiano ogni giorno, per qualsiasi sciocchezza e a qualsiasi ora, in palese violazione della legge”.
Un grido d’allarme che fotografa un degrado diventato insopportabile e che spinge la politica a tornare su un tema spinoso. Borrelli, prendendo parola sulla questione, ha usato toni duri e inequivocabili: “Non possiamo più tollerare che il diritto al divertimento si trasformi in sopruso verso i residenti. Concerti improvvisi a mezzanotte, fuochi d’artificio sotto le finestre, scooter e musica a tutto volume non sono folklore, ma inciviltà e pericolo”.
La soluzione, secondo il consigliere, non può che passare attraverso “regole chiare, controlli efficaci e alternative valide”. L’idea di delocalizzare parte della vita notturna in aree meno densamente popolate e attualmente degradate sembra guadagnare sempre più terreno, come via per conciliare le esigenze economiche dei locali con la vivibilità del centro.
Il Comune è al lavoro su nuove misure anti-movida, tra cui la chiusura anticipata degli esercizi commerciali e lo stop alla vendita di alcolici e drink da asporto durante le ore notturne. Il nodo da sciogliere resta complesso: come garantire sicurezza e tranquillità ai cittadini senza strozzare l’economia dei quartieri? E, soprattutto, come rendere attraenti e sicure le aree periferiche candidate ad accogliere la movida “in esilio”?
La sfida è aperta. Il futuro del Centro Storico di Napoli dipende dalla capacità di trovare un equilibrio sostenibile, dove la tutela dei residenti e la vivibilità siano finalmente poste al primo posto, senza divieti indiscriminati ma con una seria e rispettata regolamentazione.
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