Il Napoli continua la sua corsa inarrestabile a Bergamo contro l’Atalanta: finisce 2-3 per gli azzurri la sfida della 21ª giornata, con la squadra di Antonio Conte che si porta ora a 50 punti in attesa dell’Inter, seconda a 44 punti, impegnata domani contro l’Empoli.
Un match ricco di emozioni e colpi di scena ha visto il Napoli rispondere colpo su colpo alla squadra di Gian Piero Gasperini. L’Atalanta apre le danze al 15’ con Mateo Retegui, che con un sinistro potente trova l’angolo alto della porta difesa da Meret. La reazione del Napoli non si fa attendere: al 26’ Politano pareggia con un tiro violento sotto la traversa, anch’esso di sinistro.
Al 39’ i partenopei completano la rimonta con Scott McTominay, servito da Anguissa: il centrocampista scozzese insacca con un preciso tiro sotto la traversa. L’Atalanta entra in campo determinata nella ripresa e trova il pareggio al 54’ grazie a Lookman, bravo a finalizzare un’azione corale dei nerazzurri. Poco dopo, Samardzic sfiora il vantaggio per i padroni di casa, ma Meret si oppone con un intervento decisivo.
La svolta arriva al 77’, quando Lukaku, imbeccato ancora una volta da Anguissa, firma il gol vittoria. Un passaggio calibrato consente al belga di insaccare di testa, riportando avanti i partenopei. Nei quattro minuti di recupero concessi dall’arbitro, l’Atalanta prova a riversarsi in avanti, ma il Napoli difende il risultato con ordine, portando a casa una vittoria pesantissima.
Una vittoria pesante, sofferta, strappata con il carattere prima ancora che con la qualità. Antonio Conte si gode il successo del suo Napoli a Marassi, ma davanti alle telecamere non addolcisce l’analisi. «Penso che sia una vittoria di coraggio, ma abbiamo fatto tutto noi. I gol del Genoa sono due errori nostri e non era facile rialzarsi, ma lo abbiamo fatto», dice a caldo, sottolineando come la partita si sia complicata soprattutto per responsabilità interne.
Il tecnico azzurro evidenzia però la forza mentale del gruppo, capace di reagire anche nei momenti più difficili. «Anche in dieci contro undici non abbiamo mai smesso di attaccare, infatti poi è arrivato il rigore finale che ci ha fatto vincere la partita. Questa squadra non è mai doma, ogni settimana c’è una difficoltà in più». Parole che raccontano una squadra sotto pressione, ma ancora viva e determinata.
Vincere ancora per non rallentare la corsa europea. Il Napoli si prepara alla trasferta di Marassi con un obiettivo chiaro: dare seguito al successo contro la Fiorentina e consolidare la propria posizione nelle zone alte della classifica. Restare stabilmente tra le prime quattro è una priorità assoluta, sportiva ed economica, e Antonio Conte non vuole cali di tensione contro un Genoa storicamente ostico tra le mura amiche.
La buona notizia per il tecnico arriva dalla difesa, dove rientra Amir Rrahmani. Il centrale kosovaro ha superato il problema al gluteo e riprenderà posto nell’undici iniziale. Resta da capire se verrà schierato al centro o come braccetto destro in una linea a tre, soluzione che aprirebbe a Buongiorno in posizione centrale davanti a Meret e a Juan Jesus sul centrosinistra. Un rientro pesante in un reparto che dovrà fare a meno del capitano Di Lorenzo, fermo ai box: il difensore ha approfittato dello stop per un intervento al piede, legato a un problema al ginocchio.
La vittoria contro la Fiorentina non basta a stemperare la tensione in casa Napoli. Antonio Conte si presenta ai microfoni con il volto tirato e parole che pesano come macigni, tra ironia amara e rabbia trattenuta. Nel mirino non c’è la prestazione della squadra, ma la situazione legata al mercato e al momento delicato che il gruppo sta vivendo.
«Le altre squadre vedo che si stanno attrezzando in maniera importante sul mercato. A noi, invece, ce l’hanno addirittura bloccato: questa cosa la trovo fantastica». Il tecnico usa un sarcasmo evidente, che lascia poco spazio alle interpretazioni. Poi rincara la dose, tirando in ballo i conti del club: «Siamo l’unica società che ha 240 milioni in cassa e in attivo e ci impediscono di fare mercato. Sono davvero i numeri uno».
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