Napoli si arricchisce di un nuovo gioiello culturale: il Teatro Antico di Neapolis riapre le sue porte al pubblico grazie al progetto “Il Teatro tra le Mura”.
Da luglio a gennaio, il sito archeologico offrirà visite guidate gratuite, un’occasione unica per immergersi nella storia e ammirare le antiche strutture teatrali.
Grazie a un ambizioso progetto di scavo e valorizzazione, durato oltre vent’anni, è stato possibile riportare alla luce un’ampia porzione del teatro, svelando la sua maestosità e capacità di ospitare fino a 5mila spettatori.
Costruito alla fine del I secolo d.C., il teatro è stato recentemente oggetto di un importante intervento di restauro e valorizzazione, che ha permesso di riportare alla luce le sue strutture originali e di ricostruirne la storia.
Grazie a un lungo e complesso lavoro di scavo e restauro, è stato possibile riportare alla luce un’ampia porzione del teatro, svelando la sua maestosità e la sua importanza storica.
Le visite guidate, a cura di esperti archeologi, permetteranno ai visitatori di scoprire i segreti di questo luogo affascinante e di immergersi nell’atmosfera dell’antica Neapolis.
Napoli, file di curiosi e sfollati davanti al Teatro Sannazaro distrutto dal rogo
Il giorno dopo l’incendio, davanti al teatro Sannazaro resta un silenzio carico di incredulità. In via Chiaia, nel cuore di Napoli, si alternano curiosi, turisti, giornalisti e residenti che osservano ciò che resta di uno dei simboli culturali della città, devastato dalle fiamme.
Per tutta la notte i vigili del fuoco hanno lavorato senza sosta per domare le ultime fumarole e mettere in sicurezza l’area. Anche questa mattina due squadre sono ancora impegnate nelle operazioni di bonifica, che proseguiranno per l’intera giornata e, con ogni probabilità, anche domani. L’obiettivo è eliminare ogni focolaio residuo e verificare la stabilità della struttura.
Napoli, morto dopo un intervento: mezzo milione di risarcimento ai familiari
Un risarcimento superiore ai 500mila euro per la morte di un paziente sottoposto a un intervento chirurgico rivelatosi fatale. È quanto stabilito dal Tribunale di Napoli, che ha condannato una struttura dell’Asl partenopea riconoscendo gravi responsabilità sanitarie nella gestione del caso.
Secondo quanto ricostruito in sede giudiziaria, l’uomo era stato sottoposto a un intervento addominale ritenuto erroneamente indicato ed eseguito con modalità operative critiche. A questo si sarebbe aggiunta una gestione post-operatoria definita «gravemente carente». Il paziente avrebbe poi sviluppato un grave scompenso metabolico che ha preceduto il decesso.
REDAZIONE






Scegli il canale social su cui vuoi iscriverti