

Ci sarebbe la mano del nuovo boss di Caivano, l’emergente Francesco Pezzella, dietro l’attentato al prete anticamorra Maurizio Patriciello e le minacce al comandante dei vigili urbani Biagio Chiariello.
È quanto emerge dall’operazione che stamane ha portato all’emissione di 13 misure cautelari: 11 in carcere e due ai domiciliari. Il nuovo boss stava contrastando il “sistema Caivano”.
Il gruppo criminale operava nei territori di Frattamaggiore, Frattaminore e Caivano, con l’obiettivo di assumere il controllo delle piazze di spaccio di droga.
Tra gli attacchi intimidatori, si registrò anche la diffusione di un manifesto funebre contro il comandante della polizia municipale, Biagio Chiariello, e soprattutto l’attentato con bomba contro il sacerdote don Maurizio Patriciello nella notte tra il 12 e il 13 marzo 2022.
Questi atti intimidatori sono stati perpetrati contro coloro che si opponevano al “sistema”, una definizione spesso usata per indicare la camorra e il degrado del territorio nell’hinterland a nord di Napoli.
Gli attacchi contro il comandante della polizia locale di Arzano, Biagio Chiariello (che ha trovato un manifesto funebre con il suo nome all’ingresso del comando), e contro don Maurizio Patriciello, parroco del Parco Verde di Caivano (a cui è stata fatta esplodere una bomba davanti al cancello della Chiesa San Paolo Apostolo), hanno avuto lo scopo di intimidire e neutralizzare coloro che la malavita considerava nemici.
Le indagini dei carabinieri di Giugliano in Campania e Arzano, coordinate dalla DDA di Napoli, hanno portato all’esecuzione di 13 misure cautelari contro presunti esponenti della criminalità organizzata. Questi fatti sono stati confermati anche dai collaboratori di giustizia, tra cui Pasquale Cristiano, ex capo di un gruppo malavitoso locale.
La faida tra la famiglia criminale guidata da Giuseppe Monfregolo e il gruppo gestito da Pasquale Cristiano e Vincenzo Mormile è stata scatenata dall’omicidio di Salvatore Petrillo, nipote di Cristiano, ucciso in un agguato il 24 novembre 2021 davanti al “Roxy Bar” di Arzano e morto in ospedale a Giugliano in Campania quattro giorni dopo.
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