Ladri distratti al Bistrot Cannavacciuolo di Torino, il locale dello chef Antonino a due passi dalla chiesa Gran Madre, in pieno centro citta’.
I banditi sono entrati in azione nella in azione nella notte tra lunedi’ e martedi’, dopo aver rotto un vetro della porta finestra che si affaccia sul cortile, i ladri sono entrati negli uffici del ‘Bistrot Cannavacciuolo’, in via Umberto Cosmo, vicino alla chiesa della Gran Madre.
Dal locale sono stati rubati una ventina di euro in monete, 7 tablet, uno smartphone, due computer, con dei file della contabilita’, e quattro bottiglie di champagne, quindi si sono dati alla fuga senza essere notati. I gestori hanno presentato la denuncia alla polizia quando la mattina dopo hanno trovato la porta aperta.
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Nel corso del sopralluogo gli agenti hanno trovato per terra una busta contenente una serie di documenti fotocopiati, relativi ad alcune persone sulle quali la polizia sta compiendo accertamenti.
Si era presentato come un uomo delle istituzioni, pronto a “verificare” gioielli e denaro per conto del Tribunale. In realtà era l’atto finale di una truffa ben orchestrata che ha fruttato circa 70mila euro ai danni di due anziani coniugi torinesi. Per quei fatti, la polizia ha eseguito una misura di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 37enne napoletano, arrestato a Napoli dagli agenti del commissariato San Ferdinando su ordine del gip di Torino.
La vicenda risale allo scorso 21 ottobre, quando il marito della coppia ricevette una telefonata sull’utenza fissa di casa. Dall’altra parte del filo, un sedicente carabiniere lo invitava a presentarsi con urgenza presso la Stazione dell’Arma di via Catania, sostenendo che la sua auto fosse stata coinvolta in una rapina. L’uomo, spaventato e convinto della veridicità della chiamata, uscì immediatamente di casa.
Torino – Le suore Immacolatine, che gestiscono l'istituto paritario di via Vestigné a Barriera di Milano dove lavora la vittima, hanno formalizzato una richiesta di risarcimento danni da un milione di euro nei confronti della «gang» guidata dal tiktoker Don Alì (vero nome Alì Said), 24 anni, noto come il «re dei maranza». L'atto di…
Si era rintanato nelle cantine di un palazzo alla periferia nord di Torino, nel quartiere Barriera di Milano, protetto da un gruppo di amici. Niente smartphone in mano, nessuna diretta, nessun video da trasformare in contenuto virale. È lì che la squadra mobile della Questura di Torino, coordinata dalla procura, ha arrestato Said Alì, 24…
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