si nasconde, fa pretattica anche perchè Gasperini non ha parlato e quindi non ha voluto fornire indicazioni sulla formazione. Ha parlato delle difficoltà della partita e ha indicato in come il capitano e il trascinatore di domani.

sarà il capitano domani, è quello che ci deve dare una mano e indicarci la strada. Voi (rivolto ai giornalisti, ndr) avete visto chi è Mertens, io l’ho apprezzato da fuori”.

tecnico del Napoli in conferenza stampa alla vigilia della sfida di campionato con l’Atalanta ha spiegato che: “L’Atalanta è un cliente molto scomodo, sono costruiti bene, è una squadra completa e tosta che sa bene dove andare. Noi abbiamo caratteristiche possono creare a loro dei problemi, bisogna vedere come si riesce a pilotare la partita.

O conduci la gara o diventi un passeggero della partita. Questo dobbiamo cercare di evitarlo, se sei passeggero dell’Atalanta ti può portare a sbattere dove vuole. Noi vogliamo mantenere il possesso palla, portarla su un nostro binario. Se la gestiranno loro sarà inevitabile dover subire le loro caratteristiche e le loro qualità”. 

 “L’emergenza infortuni? Scegliamo quelli che rimangono, è fondamentale stare uniti a protezione della squadra, che secondo me ha già dimostrato nelle difficoltà quanto ha a cuore questa maglia. Lo si vede quotidianamente durante gli allenamenti, e non c’è migliore occasione poi di quando capita di giocare. Non c’è migliore occasione di questa per vedere se ci si lascia spaventare oppure si trovano nuove energie e nuove risorse”. Ha spiegato ancora il tecnico del Luciano Spalletti.

SPALLETTI: “Noi siamo il mezzo per raggiungere la nostra felicità”

“Noi siamo il mezzo per raggiungere la nostra felicità e quella di tutte le persone che ci stanno vicine e ci vogliono bene – ha aggiunto l’allenatore dei campani, che dovranno fare a meno di Osimhen, Anguissa, Koulibaly, Manolas, Fabian Ruiz e Insigne contro gli orobici – Quando tocca a noi è il momento di farlo vedere”.

 Spalletti, fatico a sopportare squalifica, spiace star fuori

 “Faccio fatica a sopportare la squalifica, perché poi vengo cancellato dal mio mondo, io vivo per fare l’allenatore e stare insieme alla squadra. Dovrò pagare una multa alla squadra, bisogna trattenersi quando ci sono cose che ritieni ingiuste. Mi dispiace e mi disturba star fuori, mi piace vivere le partite standoci dentro”.

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