"Se non intervengono, prima o poi qualche sanitario ci rimetterà la pelle”


foto da nessuno tocchi ippocrate
“In questi giorni è successo di tutto, una confluenza di fattori che non mi è mai successa. Questo è un campanello d’allarme perché nessuno ci sta tutelando. Abbiamo fatto tutte le denunce del caso, ma credo che debbano intervenire il prefetto e il presidente della Regione Campania, anche perché sono cose gravi e di mezzo c’è l’incolumità dei lavoratori. Se non intervengono, prima o poi qualche sanitario ci rimetterà la pelle”.
Manuel Ruggiero, medico del 118 e presidente dell’associazione Nessuno Tocchi Ippocrate, ai microfoni di iNews24.it lancia un allarme, in seguito all’escalation di violenza che si è verificata a Napoli in questi ultimi giorni nei confronti del personale del 118. Nella notte tra sabato e domenica 20 giugno infatti, a Ponticelli, mentre l’equipaggio era uscito per un intervento, è stata svaligiata la postazione Asl ed è stata rubata l’auto di un medico, ritrovata poi grazie all’antifurto satellitare. Altre aggressioni sono avvenute in via Santa Teresa e un’ambulanza della Croce Rossa è stata aggredita da un gruppo di ragazzi armati di pistola. In questo caso, gli operatori erano intervenuti per soccorrere due feriti, quando l’ambulanza è stata presa di mira dai rivali che impugnavano mazze. Fuori dall’ambulanza un uomo armato di pistola ha cercato di infilare il braccio nel finestrino. Così il conducente ha deciso di allontanarsi per evitare che la situazione degenerasse ulteriormente.
Ruggiero ritiene che “sedici ambulanze per tutta la città sono poche, siamo in inferiorità numerica. Se tutte sono impegnate, automaticamente il diciassettesimo paziente che chiamerà non potrà essere assistito celermente. Tenendo conto che ogni intervento dura una o due ore, ci sono persone che attendono anche un’ora. Ma questo non possiamo pagarlo noi”.
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E aggiunge: “Il direttore generale dovrebbe indire bandi di concorso per infermieri, autisti e medici del 118. Sono stati indetti per autisti e medici. Mentre per i primi il problema è stato risolto, per i secondi la risposta è stata molto bassa in due anni. Con tutto quello che succede, c’è paura di lavorare al 118. In più, io e quattro dei miei colleghi siamo assunti con contratto a tempo determinato di sei mesi e non siamo ancora stati stabilizzati. La conta attuale dei medici sul territorio quindi, comprende anche noi che però non siamo effettivi. Anche se il numero degli autisti è stato rinfoltito, senza medici ed infermieri non si può portare avanti un soccorso”.
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