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Vico Equense, coinvolge un 12enne per lanciare molotov e minacciare un concorrente: arrestato

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Vico Equense, coinvolge un 12enne per lanciare molotov e una testa di maiale a scopo intimidatorio: 38enne arrestato dai carabinieri.

Stamane i Carabinieri della Compagnia di Sorrento, hanno notificato a Michele Ferraro un imprenditore 38enne di Vico Equense, già detenuto per altra causa nella casa circondariale di Napoli Poggioreale, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della procura della Repubblica, perché gravemente indiziato dei seguenti delitti:per aver fabbricato illegalmente una bomba Molotov; per aver indotto un minore non imputabile a portare in luogo pubblico una bomba Molotov; per aver indotto un minore non imputabile a dare alle fiamme un autovettura esposta alla pubblica fede usando una bomba Molotov; per aver indotto un minore non imputabile a minacciare un imprenditore edile collocando una testa di maiale in un’area di cantiere.

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Le indagini, condotte dai Carabinieri della sezione operativa della compagnia di Sorrento e coordinate da questa Procura della Repubblica, hanno avuto origine da due gravi eventi delittuosi verificatisi in Vico Equense nel mese di ottobre 2020: l’incendio della autovettura del titolare di un’officina meccanica con il lancio di una bomba Molotov e il posizionamento della testa di un maiale, a scopo intimidatorio, in un cantiere edile impegnato nella ristrutturazione di un immobile. Gli accertamenti svolti dai militari operanti nell’immediatezza dei fatti, attraverso l’acquisizione e l’analisi dei filmati dei sistemi di video-sorveglianza pubblici e privati e l’assunzione di informazioni testimoniali, hanno indirizzato gli investigatori verso la riconducibilità dei due episodi ha un individuo di giovanissima età.

Nel prosieguo delle indagini, si è pervenuti alla identificazione del minore, di 12 anni, e all’accertamento della responsabilità dell’odierno arrestato per i reati per cui si procede, attraverso il coinvolgimento, negli stessi, del minore non imputabile e l’induzione di quest’ultimo a commettere i reati, anche mediante la formulazione di minacce in caso di rifiuto.


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