L'operazione rientra nell'attività del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute in relazione all'emergenza sanitaria


foto di repertorio
I siti web erano collocati su server esteri e con riferimenti di gestori non individuabili, che illegalmente pubblicizzavano e offrivano in vendita vaccini per il COVID-19 e per l’influenza. L’operazione rientra nella incessante attività del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute in relazione all’emergenza sanitaria connessa con la diffusione dell’epidemia e volta, in particolare, al monitoraggio dell’offerta in vendita sul web di medicinali per contrastare il cybercrime farmaceutico.
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L’esame del primo sito, strutturato apparentemente in modo simile a una piattaforma di e-commerce, in cui venivano promosse e pubblicizzate svariate tipologie di beni prodotti e/o distribuiti da terzi, tra cui anche molti afferenti al settore sanitario, favorendo dunque l’incontro tra domanda e offerta, ha consentito ai Carabinieri del NAS di rilevare che nella “vetrina virtuale”, tramite apposita sezione dedicata al “Sars- Cov-2”, erano presentati 3 asseriti vaccini per il Covid-19 potenzialmente acquistabili anche da utenti connessi dal territorio nazionale.
L’analisi del secondo sito web, anch’esso liberamente raggiungibile, ha permesso ai Carabinieri di evidenziare la presenza di 2 vaccini antinfluenzali per i quali l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha emesso, nello scorso mese di ottobre 2020, un “Medical product alert” relativo a possibili partite contraffatte in area centroamericana.
I Carabinieri sottolineano che “il contingente avvio delle profilassi vaccinali, rende necessario rinnovare, ancora una volta, l’invito ad attenersi solo alle indicazioni fornite dagli Organi ufficialmente preposti, consultando i relativi siti istituzionali, in merito alla presenza di offerte sul web di farmaci non autorizzati o di dubbia provenienza.
E’, infatti, più che mai opportuno ribadire che la vendita e l’acquisto di ‘medicinali con obbligo di prescrizione’ attraverso internet, oltre ad essere vietati dalla normativa italiana, sono soprattutto estremamente pericolosi per la salute, non essendovi affatto contezza né della reale composizione degli stessi, né delle corrette modalità di produzione e conservazione, né degli effetti e delle reazioni che la loro assunzione può cagionare”.
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