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Napoli e Provincia

La Mura: “Fiume Sarno, avanti così con i controlli!”

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virginia la mura


“I contro l’inquinamento del proseguono e danno sempre più risultati”, così la senatrice pompeiana Virginia , capogruppo M5S in commissione Ambiente.

“Anche grazie all’accordo, fortemente voluto dal ministro Sergio Costa, tra Carabinieri e Distretto di Bacino, i questa volta, per l’ennesima volta direi, consentono di far emergere innanzitutto l’inadempienza, da parte di alcune aziende, di prescrizioni già intimate dalla Procura generale per porre fine alla totale illegalità in cui operano. Per questo, alcuni opifici industriali situati lungo i torrenti Solofrana e Cavaiola, sono stati deferiti all’Autorita Giudiziaria per il resto di scarico non autorizzato di refluì industriali. Ma non solo – continua la senatrice -, è stato anche effettuato il sequestro preventivo ad Angri di in un impianto di recupero rifiuti speciali pericolosi per attività non autorizzate e violazione delle prescrizioni. Addirittura tale azienda avrebbe immesso nelle fognature pubbliche dei reflui industriali. Ancora, a Scafati è stato sequestrato un impianto operante nel settore alimentare per aver commesso illeciti relativi allo stoccaggio e allo smaltimento di rifiuti”.

“I criminali – conclude la senatrice – devono capire che oramai sarà data loro vita difficile. Chi vuole operare in un territorio già devastato deve mettere in campo tutte le misure legali previste, altrimenti non può lavorare! Sarà difficile risanare il fino a quando imprenditori disonesti continueranno ad inquinare. Spero presto sia approvata la legge che imponga loro il Daspo ambientale e li allontani il più possibile dalla terra che hanno distrutto”.

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Cronaca Giudiziaria

Bimbo morto al parco Verde di Caivano: processo per la madre e l’orco che uccise Fortuna

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Bimbo morto al parco Verde di Caivano: processo per la madre e l’orco che uccise Fortuna.

Il gup di Napoli, Luana Romano (21esima sezione) ha rinviato a giudizio, con l’accusa di omicidio volontario, Marianna Fabozzi, madre di Antonio Giglio, il bimbo di 4 anni precipitato dalla finestra di un’abitazione del Parco Verde di Caivano , il 28 aprile 2013. Insieme con la Fabozzi e’ stato rinviato a giudizio, per favoreggiamento, anche il suo ex compagno, Raimondo Caputo. Entrambi sono stati gia’ condannati in via definitiva per l’omicidio della piccola Fortuna Loffredo, morta 24 giugno 2014, dopo essere lanciata nel vuoto dallo stesso palazzo dove poco piu’ di un anno prima era caduto il piccolo Antonio Giglio.

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Caputo, detto “Tito'”, venne condannato all’ergastolo; a Fortuna Fabozzi invece vennero inflitti dieci anni di carcere. Gennaro Giglio, padre del bambino, difeso dagli avvocati Sergio e Angelo Pisani, ha piu’ volte accusato la ex (Marianna Fabozzi) della morte di suo figlio Antonio. Secondo quanto riferito dalla madre, Antonio sarebbe precipitato dopo essersi sporto troppo dalla finestra nel tentativo di guardare un elicottero dei Carabinieri in volo. A riferire agli investigatori che Antonio Giglio non mori’ accidentalmente fu una donna che si disse testimone della tragedia: si tratta della sorella di Raimondo Caputo la quale riferi’ di avere visto, riflesso in uno specchio, Fortuna Fabozzi compiere l’insano gesto.

Anche Raimondo Caputo ha accusato la sua ex compagna della morte del piccolo. Malgrado la richiesta di archiviazione formulata dalla Procura di Napoli, il gip Pietro Carola, il 5 giugno 2019, decise per l’imputazione coatta di Marianna Fabozzi e di Raimondo Caputo, rispettivamente per omicidio volontario e favoreggiamento.

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