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Italia

Conte: ‘I sindaci possono chiudere le piazze. Didattica in presenza’

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“I sindaci dispongono la chiusura al pubblico, dopo le ore 21, di vie o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, fatta salva la possibilità di accesso e deflusso agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private”. Lo ha affermato il premier Conte nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi.

 

“Daremo una settimana di tempo alle palestre per allinearsi ai protocolli di sicurezza”. Ha detto Conte chiarendo che saranno poi prese decisioni sulle chiusure per chi non rispetterà tali protocolli. Le attività scolastiche continueranno in presenza : sono un asset fondamentale del Paese Per le scuole di secondo grado, verranno favorite modalità flessibili di organizzazione didattica con ingresso dalle ore 9. I ristoranti chiuderanno alle 24: “si potrà stare per un massimo di sei persone per singolo tavolo e tutti i ristoratori dovranno affiggere quante persone ammesse. Nessuna limitazione negli ospedali, negli aeroporti, lungo le autostrade”. “La strategia non è e non può essere la stessa della primavera: in questi mesi abbiamo lavorato intensamente”.
“La strategia che stiamo perseguendo non è e non può essere la stessa attuata in primavera.Le misure più efficaci restano le precauzioni di base: mascherina, distanziamento e igiene delle mani. Facciamo attenzione nelle situazioni in cui abbassiamo la guardia, con parenti ed amici. In queste situazioni occorre massima precauzione”.

“Io non faccio previsioni sulle ferie di Natale, dico solo: rispettiamo le regole, impegniamoci, affrontiamo questo momento difficile con fiducia e auguriamoci che potremo riprendere le attivita’ di svago auspicate.All’inizio della pandemia ci siamo scoperti privi di attrezzature per la terapia intensiva e subintensiva, privi di mascherine, non eravamo in grado di fare test. In questi mesi abbiamo lavorato intensamente”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a palazzo Chigi. “Siamo già pronti a distribuire alle regioni 1600 attrezzature per le terapie intensive e subintensive, siamo partiti da zero per le mascherine ma adesso ogni giorno ne produciamo 20 milioni e siamo tra i pochi paesi a distribuire ogni giorno gratuitamente a ogni studente una mascherina”. “Abbiamo distribuito più di un miliardo di mascherine, camici, tute e maschere per ossigeno”. E abbiamo “investito miliardi per la scuola, il trasporto e l’università”.

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“Tra le misure preannunciate ve n’e’ anche una che puo’ avere impatto significativo: nell’ambito delle P.a. e’ previsto che tutte le riunioni si svolgano con modalita’ a distanza, salvo la sussistenza di motivate ragioni. Bisogna motivare perche’ la riunione si svolgera’ in presenza. Il Parlamento ha nuovi regolamenti, so che la Camera ha adottato una nuova modalita’ per considerare le persone positive in missione, penso che anche il Senato si dovra’ adattare, ma non rientra tra le mie prerogative. A tutti i livelli dobbiamo premurarci per il fatto che l’isolamento fiduciario puo’ limitare le normali attivita’: dobbiamo misurarci con misure adeguate per rendere piu’ flessibili le modalita’ di lavoro”.

“Andro’ in Parlamento appena possibile, martedi’ o mercoledi’. Abbiamo dovuto adottarlo in questo caso perche’ la curva dei contagi e’ preoccupante, i numeri sono seri, la situazione e’ critica, quindi c’era l’urgenza di intervenire. Il confronto con il Parlamento ci sara’, attendo di conoscere la data fissata e direi che continueremo costantemente a confrontarci sull’analisi della curva epidemiologica. Sara’ un confronto costante”.

“I soldi del Mes sono dei prestiti e non possono finanziare spese aggiuntive. si possono coprire spese gia’ fatte e vanno a incrementare il debito pubblico. Se prendiamo i soldi del Mes dovro’ intervenire con nuove tasse e tagli di spese. Il Mes non e’ quella panacea che viene rappresentata e visto che la nostra situazione ha dei segnali economici e’ molto positiva il vantaggio in termini di interessi diventa adesso molto contenuto”. Lo ha detto Giuseppe Conte, in conferenza stampa a palazzo Chigi. “Quando facciamo questi ragionamenti dobbiamo valutare che in ogni caso avremo interessi contenuti rispetto al rischio che gli analisti colgono, si chiama ‘stigma’. Decina di Paesi hanno preso il Sure, anche noi. Il Mes nessuno. Ecco perche’ io ho detto che non ho nessuna pregiudiziale ideologia sul Mes ma prendere il Mes come risolvere a una disputa nel dibattito pubblico non ha senso”, ha aggiunto.

“In questi mesi abbiamo lavorato intensamente, abbiamo piu’ che raddoppiato i posti in terapia intensiva e siamo gia’ pronti a distribuire altre 1600 attrezzature per le terapie intensive e sub intensive. Siamo partiti da zero con le mascherine e ora ogni giorno ne distribuiamo 20 milioni: siamo in grado di fornire una mascherina agli studenti ogni giorno giorno. Siamo consapevoli che abbiamo diverse criticita’ ma siamo arrivati a fare 160 mila tamponi al giorno anche se dobbiamo evitare le file di ore per farli ” .

“Siamo consapevoli che ci sono ancora diverse criticità” e ad esempio “dobbiamo evitare le file di ore” per i tamponi. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in conferenza stampa a Palazzo Chigi. Conte ha anche assicurato che “prestiamo e continueremo a prestare massima attenzione alle persone con disabilità e alle loro famiglie. Saremo sempre vicini alle loro esigenze e ai loro bisogni. Prestiamo e continueremo a prestare massima attenzione alle persone con disabilita’ e alle loro famiglie. Saremo sempre vicini alle loro esigenze e ai loro bisogni”. Lo ha assicurato il premier Giuseppe Conte, in conferenza stampa, illustrando il Dpcm. “Nel terzo trimestre ci aspettiamo una ripresa vigorosa, meglio di altri Paesi. Alcuni analisti sono rimasti sorpresi”.

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Attualità

Focolaio alla Scala di Milano: coro e fiati in quarantena

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Focolaio alla Scala di Milano: coro e fiati in quarantena.

 

Nove cantanti positive nel coro della Scala: il risultato del tampone periodico che viene fatto in teatro e’ arrivato come una doccia fredda ieri. La conseguenza e’ che Ats Milano, considerando questo un focolaio, ha messo in quarantena l’intero coro, fino al 2 novembre, quando ci sara’ un nuovo tampone. Positivi anche due professori d’orchestra dei fiati (l’unico gruppo che non puo’ indossare, per ragioni tecniche la mascherina) motivo per cui anche l’intero settore dei fiati che ha suonato negli ultimi tempi e’ in quarantena. E adesso – con lo spettro di chiusure e coprifuoco piu’ stringenti – sembra essere in forse la fine della stagione e anche la prima del 7 dicembre per cui si cerca anche un piano B.

Ai risultati del tampone immediatamente ieri e’ stata cancellata la prova in programma e il sovrintendente Dominique Meyer ha chiamato i sindacati per spiegare cosa era successo. Tutti negativi invece i tamponi del corpo di ballo (che ha in programma il debutto di Giselle il prossimo 29 ottobre, mentre si attendono i risultati del tampone sulla parte maschile del coro ed e’ in programma un nuovo tampone all’orchestra lunedi’. “E’ una situazione grigia, complicata” ha ammesso Paolo Puglisi della Cgil. “C’e’ ottimismo e volonta’ di andare avanti ma la prima cosa a cui pensare e’ la salute di lavoratori e spettatori”.

Prima di prendere qualsiasi decisione il sovrintendente ha spiegato di voler sentire il sindaco Giuseppe Sala (che e’ presidente del teatro) e il cda. E ha riconvocato i sindacati per lunedi’ mattina. A prescindere dai tamponi, se il governo decidera’ chiusure o coprifuoco alle 18 o alle 20 sara’ impraticabile per la Scala portare avanti la stagione solo con dei matine’e. E si sta pensando a un piano di emergenza per il 7 dicembre. Il titolo scelto, Lucia di Lammermoor per cui le prove sarebbero dovute iniziare martedi’, e’ comunque un’opera che richiede pochi cantanti, poco coro e in definitiva anche poche prove dato che e’ conosciuta. Si potrebbe pensare nel peggiore dei casi a una diretta televisiva. “Spero che riusciremo ad alzare il sipario per la prima che vorremmo fare tutti – ha concluso Puglisi -. E’ peggio della guerra, l’unico momento in cui non c’e’ stata”.

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