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10 morti di coronavirus in una Rsa di Chianti: c’è anche una donna di 104 anni

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10 morti di coronavirus in una Rsa di Chianti: c’è anche una donna di 104 anni.

 

Salgono a 10, nelle ultime 24 ore, le vittime da coronavirus nella Rsa ‘Rosa Libri’ di Greve in Chianti , in provincia di Firenze, dove da giorni e’ sotto attenzione un ‘focolaio’ Covid che riguarda anziani ospiti e circa meta’ degli operatori sanitari. Le ultime due vittime per Covid, come risulta stasera al sindaco Paolo Sottani, sono state una sabato sera – quando e’ morta una donna di 104 anni, sicuramente la piu’ anziana della struttura e una delle persone piu’ longeve abitanti nel comune dove si contano diversi centenari – e oggi pomeriggio un’altra persona.

“Delle 10 vittime – precisa il sindaco Sottani – otto sono per Covid, mentre due decessi, avvenuti ormai giorni fa, riguardano un paziente malato terminale e un ospite negativo al Covid ma morto per altre patologie”. Inoltre dei 10 morti, nove sono deceduti dentro la Rsa: solo il primo paziente e’ morto in ospedale e grazie a questo e’ stata rilevata la sua positivita’ accendendo un faro sull’intera struttura. Adesso nella Rsa di Greve, che resta isolata, “risultano cinque anziani negativi al Covid che sono in isolamento e altri 32, invece, positivi”. (

 

 

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Morto volontario brasiliano per i test del vaccino anti covid. Ma Astra Zeneca smentisce

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Morto volontario brasiliano per i test del vaccino anti covid. Ma Astra Zeneca smentisce.

Un volontario per i test del vaccino anti covid dell’Astra Zeneca è morto in Brasile per il coronavirus. Lo scrive il quotidiano O Globo, riferendo che le autoritarie sanitarie brasiliane dell’Anvisa hanno ricevuto la notifica del decesso. Il volontario era un medico di 28 anni che era impegnato in prima linea a Rio de Janeiro. Non è chiaro se faceva parte del gruppo a cui veniva somministrato il vaccino o di quello che riceveva un placebo.

Il volontario morto, coinvolto nello studio di fase 3 sul vaccino in corso nel Paese sudamericano, non avrebbe dunque ricevuto la somministrazione del candidato vaccino. La stessa multinazionale AstraZeneca precisa a stretto giro che le valutazioni effettuate “non hanno condotto ad alcuna preoccupazione in merito alla continuazione dello studio in corso” di fase 3.

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