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Cultura

‘Inferno 1860 – Un noir napoletano’ di Marco Lapegna per Rogiosi editore

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– Un noir napoletano” di , , sarà presentato alla libreria IOCISTO a Napoli il 17 settembre 2020

 

 

“Inferno 1860 – Un noir napoletano” di Marco Lapegna sarà presentato il 17 settembre 2020 ore 18, alla libreria IOCISTO in via Cimarosa 20, 80127 Napoli. Con l’autore ne discuteranno Guido Trombetti, ex Rettore dell’università di Napoli Federico II, e Francesco Dall’Aglio, storico. Modera il giornalista Pino Cotarelli.

Con questo poliziesco, che rientra nella collana Rosso&Nero delle edizioni Rogiosi, 400 pagine, € 18,00, ci troviamo nella rovente estate napoletana del 1860. Mentre Garibaldi con il suo esercito di volontari risale la penisola e l’amministrazione del Regno delle Due Sicilie si avvia al disfacimento, l’ispettore di primo rango della polizia borbonica Gaetano Casagrande è incaricato di indagare su un delicato caso di duplice omicidio: i corpi senza vita di un’anziana venditrice ambulante e la moglie di un giudice appartenente all’alta aristocrazia napoletana vengono ritrovati nello stesso appartamento.

Il caldo torrido, le tensioni sociali e il disagio che prova sul luogo di lavoro, rendono un inferno le giornate dell’ispettore Casagrande, uomo fedele alle istituzioni e, nel contempo, profondamente deluso da superiori e colleghi corrotti che si contendono i guadagni di loschi traffici della camorra.

“Napoli, al pari dei personaggi di fantasia che portano avanti la trama poliziesca” chiarisce Lapegna, “è l’altra grande protagonista del romanzo. Una città dove si fronteggiano vari punti di vista: non solo chi attende in maniera passiva la caduta della dinastia dei Borbone, ma anche chi cerca di preparare l’avvento dei tempi nuovi”.

Nelle prime settimane le indagini del misterioso caso si dipanano tra sontuose dimore e luridi fondaci, dove l’uomo scava nelle esistenze di coloro che in un modo o nell’altro hanno motivi di risentimento verso una delle vittime. Ma con l’atto sovrano del re, che concede la Costituzione a fine giugno, tutto sembra precipitare nella guerra civile, e la polizia viene estromessa da ogni incarico dal nuovo ministro Liborio Romano. Il ligio ispettore non si dà per vinto e prosegue in solitudine nelle ricerche, mentre il mondo che gli orbita intorno si sgretola giorno dopo giorno.

Intrecciando l’indagine poliziesca con gli eventi storici realmente accaduti, l’intento dell’autore è costruire un romanzo noir raccontando al tempo stesso la vita quotidiana di Napoli nei mesi decisivi che portarono all’unificazione dell’Italia.

Lapegna, in quest’opera, affresca il quadro di una città tumultuosa e piena di vita, popolata da guardie pigre e svogliate, immigrati pugliesi in cerca di una vita migliore, spie del regno di Sardegna, ladruncoli, preti impegnati in omelie reazionarie e avvocati liberali. Una terra in bilico tra un passato pieno di contraddizioni e un futuro colmo di incognite, eternamente sospesa tra l’attesa remissiva di un aiuto esterno e il desiderio di partecipare in prima persona al cambiamento epocale. Cambiamento che promette benefici per tutti, ma forse non all’altezza del prezzo che ciascuno dovrà pagare.

“Il romanzo storico è il mio genere preferito perché fornisce un piano di lettura ulteriore rispetto ad un racconto ambientato nei giorni nostri” continua l’autore. “Esso infatti permette al lettore di spostarsi non solo nello spazio ma anche nel tempo, arricchendo notevolmente l’esperienza della lettura. Senza contare che la storia è un grande repertorio di esperienze umane in cui è possibile riflettersi, e ragionare con distacco sul tempo presente. In particolare, vedo parecchie analogie tra i giorni nostri e il 1860. Ad esempio, per quanto riguarda il processo di integrazione di stati diversi in un unico organismo sovranazionale. Oggi ragioniamo di Europa unita così come nel 1860 si dibatteva di Italia unita”.

L’epilogo, che si svolge ad un anno dalla vicenda, chiude le storie dei protagonisti del romanzo sullo sfondo delle prime incoerenze dello stato unitario.

L’AUTORE

Marco Lapegna nasce a Napoli nel 1963, dove vive tuttora con la moglie e i due figli. Nel 1986 consegue la Laurea in Matematica, e dal 2001 è professore universitario di Informatica presso l’Università di Napoli Federico II, dove ha ricoperto anche incarichi istituzionali di coordinamento. Nel 2014 scrive il romanzo breve “Il posto dell’anima”, disponibile sulla piattaforma di autopubblicazione www.ilmiolibro.it. “Inferno 1860 – Un noir napoletano” è il suo primo romanzo di ambientazione storica.

Inferno 1860 – Un noir napoletano
Autore: Marco Lapegna
Editore: Rogiosi
Collana: Rosso e Nero
Allestimento: Brossura
Formato: 13×21
Pagine: 400
Lingua: Italiano
Prezzo: 18,00 €
ISBN 978-88-6950-399-3

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Cultura

Ottobre al MAV: tornano le aperture serali del venerdì

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Nell’ottica di venire incontro alle esigenze delle famiglie dopo l’apertura delle scuole, da venerdì 2 ottobre tornano le aperture serali del MAV, il Museo Archeologico Virtuale di Ercolano, che di volta in volta saranno arricchite da eventi speciali.

 

 

L’apertura serale del venerdì, dalle ore 18.00 alle ore 23.00 (ultimo ingresso alle 22.00), va ad affiancarsi ai tradizionali orari di visita del sabato e della domenica, in cui l’apertura del museo è programmata dalle ore 11.00 alle ore 19.00 (ultimo ingresso alle ore 18.00), sempre con prenotazione obbligatoria, per poter garantire la piena sicurezza nel rispetto delle norme di distanziamento.

E all’insegna della cultura e della piena sicurezza rimane confermata l’iniziativa “Il MAV in esclusiva per te” che, sempre tramite prenotazione dedicata, offre la fruizione del museo in esclusiva per gruppi organizzati di massimo 20 persone, ad un costo d’ingresso speciale, non solo nelle giornate di apertura del venerdì, del sabato e della domenica, ma anche nelle giornate di chiusura del lunedì, del martedì, del mercoledì e del giovedì, concordando il giorno e l’orario alla prenotazione, per scaglionare le visite ogni ora.

Il MAV di Ercolano è un museo che vuole essere inclusivo, ma al contempo esclusivo nella fruizione, per garantire a tutti sempre la massima tranquillità, in quanto è alla continua ricerca di quella misura intelligente nell’accoglienza del visitatore, che possa, rappresentando il passato, offrire ad ognuno un viaggio indimenticabile nel tempo, guidato da quegli stimoli che la macchina digitale rilascia lungo il percorso, attraverso la tecnologia e la luce.

Il percorso virtuale accompagna il visitatore a scoprire, passo dopo passo, in un viaggio a ritroso nel tempo, la straordinaria bellezza della civiltà romana, nella conoscenza della grandiosità delle antiche dimore delle città vesuviane di Pompei, Ercolano, Oplonti e Stabia e degli ultimi momenti di vita dei suoi abitanti, prima che l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. le distruggesse, ricoprendole di cenere, fango e lava.

Intanto la Fondazione CIVES – MAV, Museo Archeologico Virtuale di Ercolano, come centro di eccellenza culturale e di tecnologia applicata ai Beni Culturali e alla comunicazione, tra i più all’avanguardia in Italia, diventa un riferimento del territorio per la digitalizzazione nonché per la produzione di supporti virtuali e di filmati al servizio della cultura campana. Come prima iniziativa il Museo ha prodotto, in occasione dell’inaugurazione del nuovo museo del Castello di Lettere, un filmato che ricostruisce, in modo virtuale, la storia e i cambiamenti della struttura fortificata a guardia dell’agro nocerino sarnese.

E, a Castellammare di Stabia, nella Reggia di Quisisana, per l’inaugurazione del museo intitolato a Libero D’Orsi, il MAV ha voluto continuare nella sua opera di divulgazione sul territorio, producendo un video, con la voce narrante dell’attore stabiese Gianfelice Imparato, che celebra e racconta gli scavi del preside archeologo D’Orsi, introducendo i visitatori al percorso museale che, in quindici sale mette in mostra centinaia di reperti, anfore, oggetti in bronzo e in ferro, resti di un carro agricolo e gessi e affreschi, provenienti dalle ville dell’otium del territorio stabiano.

Giorni e orari di apertura del mese di ottobre:

Il Venerdì dalle ore 18.00 alle ore 23.00 (ultimo ingresso alle 22.00)
Il Sabato e la Domenica dalle ore 11.00 alle ore 19.00 (ultimo ingresso alle 18.00)
L’area aperta al pubblico sarà il percorso museale e la sala per la visione del film sull’eruzione del Vesuvio.
Il costo del biglietto d’ingresso è di 5 euro.
Ingresso gratuito fino ai 6 anni e per i residenti nel Comune di Ercolano
Prenotazione obbligatoria solo online sul sito www.museomav.it

MAV – MUSEO ARCHEOLOGICO VIRTUALE | Via IV Novembre 44, Ercolano (NA)

Mail: info@museomav.it
Tel: 081 77 76 843 – 081 77 76 784

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Cultura

In libreria ‘Scendo dal treno per riprendermi la vita’ dell’autore sarnese Carmelo Atonna

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In libreria “Scendo dal treno per riprendermi la vita” di Carmelo Atonna

 

 

Un grande romanzo postumo, classificatosi al primo posto assoluto al Concorso letterario nazionale “Autori Italiani” – edizione 2019. L’opera è edita dalla CSA Editrice.

Gli anni dopo il sessantotto sono stati una fucina di speranza per un’intera generazione. L’autore racconta le manifestazioni di piazza e gli avvenimenti tragici legati all’eversione politica. Delinea con contorni netti la figura tipica del brigatista rosso: idealista, di estrazione borghese, che vuole cambiare il mondo ma rimane invischiato nella spirale dell’odio. Il romanzo vede il protagonista, un manager quarantenne, liberarsi dalla quotidianità della vita borghese, stanco di un’esistenza sprecata che non trova nessun riferimento con le necessità intime ed esistenziali. Due incontri determinanti lo porteranno a recuperare i valori della vita: quello con Don Ciro e quello con la giovane Erika.

 

Carmelo Atonna, Sarno (SA) 02.11.1935 – Milano 31.03.1996

Compie i primi studi classici nel Seminario di Nola (NA), completandoli al Liceo Classico “Tito Lucrezio Caro” di Sarno. Pur prediligendo le discipline letterarie, si lascia trasportare dalla passione dell’oratoria forense verso gli studi giuridici, conseguendo la Laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Napoli nel 1958. Dal 1962 esercita a Milano in modo eccellente la professione di avvocato penalista. Fortemente ispirato ai valori del cristianesimo, diviene illuminato seminatore di pensiero e di idee. Dagli anni ’70 – ’80 completa la prima opera in prosa inedita, “Scendo dal treno per riprendermi la vita” romanzo filosofico nel quale affronta i problemi sociologici e politici degli ultimi decenni del secolo scorso, prospettandoli nel futuro. È sua convinzione che l’uomo moderno, privo di direzione, possa trovare nello specchio della storia l’orientamento della sua esistenza. Restano due romanzi postumi incompiuti, trascritti e terminati dalla moglie Emma Bosso Atonna: “Il dono dell’anima” e “La coscienza di Luca”.
Opere poetiche: “Anni persi I-II”, “Ritorno a Dafne I-II”, “Lamento a Dafne III”, “Carmina Atavica”, “Canti del Sacro ‘Desiderio’”, “Colui che viene colui che va”.

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