

E stamane si è scoperto che un consigliere comunale di Asolo , in provincia di Treviso ha postato una foto di Silvia Romano e sotto ha scritto “impiccatela” . Si tratta di Nico Basso, un ‘venetista’ capogruppo della civica “Verso il futuro”, ex assessore della giunta comunale leghista del comune trevigiano. Un post su Facebook che ha subito cancellato, ma che era accompagnato da altri messaggi di odio e offese volgari alla giovane cooperante italiana liberata in Somalia dopo 18 mesi di prigionia.
Il post, riferisce la stampa locale, è stato duramente condannato anche dal sindaco di Asolo, Mauro Migliorini, che ora sta valutando le richieste di dimissioni di Basso arrivate da più parti. L’uomo non è nuovo ai messaggi d’odio contro politici e rappresentanti delle istituzioni e, sempre sulla liberazione di Silvia Romano, ha pubblicato commenti offensivi anche verso il premier Giuseppe Conte e il ministro Luigi Di Maio.
Nel diluvio di insulti social contro Silvia Romano, c’è anche chi si augura per lei “la pena capitale”. Il post appare su un gruppo che raccoglie i ‘musulmani d’Italia’. “Questa non è una conversione religiosa ma un attacco politico alla nostra nazione e alla nostra Europa – si legge – Persone come lei andrebbero giustiziate negli Stati americani ove esiste la pena capitale. Ora le pecore italiane acclamano al ritorno. Ma quale ritorno!Non si rendono conto che ci hanno inviato una cellula dell ISIS in perfetta copertura?”. Anche questo post finisce al vaglio della Procura di Milano che sta indagando per minacce aggravate a carico di ignoti. Ci sono anche gruppi come ‘Silvia Romano restituisci i soldi’ in cui si avalla la tesi, al momento priva di ogni fondamento, dell’accordo tra la cooperante e i suoi rapinatori.
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