Camorra e caro estinto tra Quarto e Marano: assolti tutti gli imputati

Napoli – Si chiude con una formula assolutoria piena, che cancella anni di tesi accusatorie e sofferenze personali, il maxi-processo a carico di un folto gruppo di indagati coinvolti nella complessa indagine sui territori di Quarto, Marano e comuni limitrofi.

Al centro del dibattimento vi era la presunta egemonia commerciale nel settore delle onoranze funebri, unita a contestazioni di pesanti infiltrazioni mafiose. La Seconda Sezione Collegiale del Tribunale di Napoli Nord ha invece pronunciato una sentenza di assoluzione totale, scagionando completamente tutti gli imputati assistiti dal penalista, l’avvocato Luca Gili.

La decisione del Collegio giudicante ha ripulito da ogni ombra le posizioni dei cittadini coinvolti: Michele Castaldo, Giuseppe Cavagnuolo, Annachiara Cesarano, Giacomo Luigi Cesarano, Concetta Cesarano, Biagio Gargiulo, Marco Gargiulo e Francesco Manzo.

I capi d’imputazione sgretolati in aula

Il decreto che aveva disposto il giudizio vedeva gli imputati accusati, a vario titolo, di reati di estrema gravità. Per molti di essi la Procura aveva contestato l’aggravante dell’articolo 416 bis  del codice penale: l’accusa ipotizzava cioè l’utilizzo del metodo mafioso o l’agevolazione del clan camorristico Polverino. Un impianto accusatorio massiccio che, tuttavia, non ha retto al vaglio del dibattimento e alla serrata ricostruzione documentale e logica operata dalla difesa.

Tra le contestazioni più severe spiccava il reato di ricettazione di armi con aggravante mafiosa, indirizzato a Castaldo, Giacomo Luigi Cesarano, Annachiara Cesarano, e ai Gargiulo. Secondo l’ipotesi iniziale della Direzione Distrettuale Antimafia, gli imputati avrebbero acquistato o ricevuto armi e ordigni esplosivi di illecita provenienza per compiere atti intimidatori sul territorio, forti del legame con la criminalità organizzata. Un’accusa completamente caduta in sede di verdetto.

Il nodo della concorrenza e il presunto voto di scambio

Un altro filone cruciale riguardava l’illecita concorrenza con minaccia e violenza, anch’essa aggravata dal metodo mafioso, addebitata alle ditte riconducibili alla famiglia Cesarano (la ditta individuale Cesarano Giacomo Luigi e la Eredi Cesarano Srl).

La Procura sosteneva l’esistenza di un monopolio commerciale attuato tramite pesanti minacce di morte ai danni di imprese concorrenti, finalizzate a costringerle a cedere la gestione dei servizi funebri a Quarto e Pozzuoli. Le prove emerse in aula hanno però smentito tale ricostruzione, restituendo le condotte nell’alveo della regolare dinamica commerciale.

Anche l’ombra del condizionamento politico si è dissolta: la contestazione di voto di scambio aggravato, che vedeva coinvolto Giacomo Luigi Cesarano in merito a presunti accordi politico-mafiosi durante la campagna elettorale del 2015 nel Comune di Quarto, è stata respinta dai giudici. L’accusa sosteneva che i voti fossero stati convogliati in cambio della futura nomina di un assessore gradito al clan, uno scenario ritenuto del tutto infondato dal Collegio.

Cancellata l’intestazione fittizia: finisce il calvario

Infine, è crollata l’accusa di intestazione fittizia di beni ed elusione delle misure di prevenzione patrimoniale mossa a Francesco Manzo. L’ipotesi investigativa lo vedeva come un prestanome che aveva costituito una ditta individuale al solo scopo di permettere alla famiglia Cesarano di gestire un ramo d’azienda precedentemente sequestrato.

Nel corso della lunga e complessa istruttoria dibattimentale, la linea difensiva guidata dall’avvocato Luca Gili ha dimostrato l’assoluta estraneità degli imputati rispetto alle dinamiche estorsive e la piena liceità delle condotte imprenditoriali e personali esaminate. Accogliendo le conclusioni del collegio difensivo, il Tribunale di Napoli Nord ha respinto integralmente le richieste della DDA. Il verdetto mette così il punto fermo a un lungo e doloroso calvario giudiziario, restituendo piena onorabilità, dignità e libertà ai cittadini coinvolti.

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Pubblicato da
Giuseppe Del Gaudio

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